Duro botta e risposta tra Rai e Usigrai in merito ai costi dei programmi di approfondimento. Il sindacato ha accusato i vertici di un eccessivo ricorso alle esternalizzazioni, citando come ultimo esempio il nuovo programma di Salvo Sottile, che andrà a coprire il lunedì sera di Rai3 (al posto di Report, spostato alla domenica). «Non è accettabile che questo vertice, che ha già tolto la valorizzazione del giornalismo d’inchiesta dal contratto di servizio – introducendo invece la dieta mediterranea- giochi in questo modo con l’informazione del servizio pubblico. In Rai non c’è nessuna narrazione da cambiare, ma ci sono solo notizie da dare. Anche quelle che al potere non sono gradite», dichiara Usigrai.
Nega con forza le accuse Rai: «la realtà rappresentata dal sindacato dei giornalisti Rai non corrisponde al vero», si legge nella nota ufficiale. Il gruppo sottolinea infatti che per quanto riguarda il genere Approfondimento (nel quale rientra il programma di Sottile), le produzioni interne sono circa l’80%. «Su un totale di 44 produzioni, solo 7 prevedono il ricorso ad appalti, acquisti o coproduzioni». Gli appalti sarebbero tre, di cui uno solo totale. Nel caso del programma di Sottile, c’è una componente produttiva interna. «Le 7 produzioni con contratti a società esterne del piano 2023/2024 valgono circa poco più di 7 milioni di euro (compresi i costi industriali non di pertinenza delle società), mentre le 37 produzioni totalmente interne valgono circa 32 milioni di euro». «Il ricorso ad appalti, acquisti o co-produzioni esterne è stato dimezzato, passando dal 30% dello scorso anno, al 16% di quest’anno». Lo spostamento di Report (di cui Usigrai aveva chiesto conto) rientra nella riorganizzazione dei palinsesti dopo l’uscita di Fabio Fazio e Che tempo che fa. Inoltre, il programma di Sigfrido Ranucci vede un incremento delle puntate.
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