Ieri, martedì, Jimmy Kimmel è tornato in onda su ABC con il suo Jimmy Kimmel Live!. Ma lo show non è andato in onda in tutta America. Nexstar Media Group e Sinclair hanno deciso di continuare a oscurare lo show fino a data da destinarsi. Nel comunicato di ieri, 23 settembre, Nexstar Media Group ha infatti dichiarato che intende «monitorare lo show». La motivazione è assicurarsi che tutte le parti coinvolte «si impegnino per promuovere un ambiente di dialogo costruttivo e rispettoso nel mercato che serviamo». Ma è inevitabile pensare che dietro la decisione di proseguire nell’oscuramento della trasmissione pesino logiche di business, ovvero evitare qualsiasi mossa che possa in qualche modo bloccare l’acquisizione delle stagioni di Tegna. Un’operazione che, tra lea altre cose, va anche a riscrivere il concetto di concentrazioni nel mercato broadcasting statunitense. Non ha rilasciato nuove dichiarazioni il gruppo Sinclair, ma quanto scritto il 17 settembre (nei giorni della sospensione del programma) non lascia spazio a molte interpretazioni. Le parole del gruppo sono state ancora più dure, arrivando a chiedere l’intervento della FCC per «intraprendere misure normative per affrontare il problema del controllo esercitato dai grandi network nazionali sui broadcaster locali». Il gruppo è arrivato a chiedere a Kimmel le scuse per conto della famiglia Kirk, una donazione a loro e a Turning Point Usa, l’organizzazione ultraconservatrice di Kirk.
IL MONOLOGO DI KIMMEL
E di Charlie Kirk ha parlato Jimmy Kimmel nel suo monologo. «Non è mai stata mia intenzione prendere alla leggera l’omicidio di un giovane uomo. Né era mia intenzione di dare la colpa a specifici gruppi su quello che è chiaramente l’atto di un individuo profondamente disturbato. Era esattamente l’opposto. E capisco che per alcuni le tempistiche sono state sbagliato o che il mio messaggio non fosse chiaro, lo capisco», ha dichiarato con la voce rotta. Ma ha anche ribadito: «Ho sentito molte cose su quello che dovrei dire stasera, ma non credo faccia la differenza, se vi piaccio vi piaccio, se non vi piaccio non vi piaccio».
Ma, soprattutto, il monologo si è concentrato sui pericoli per la libertà di espressione in America: «L’ho data per scontata fino a quando non hanno cancellato il mio amico Stephen (Colbert, ndr.) e hanno forzato gli affiliati (le stazioni locali che trasmettono i contenuti dei grandi network, ndr.) a togliere lo show. Questo non è americano ed è pericoloso». Kimmel ha evidenziato di aver ricevuto messaggi di supporto da un vasto numero di persone, compresi i rappresentanti di posizioni opposte alle sue: «Ci vuole coraggio per parlare contro questa amministrazione. Li ringrazio». Così come ha ringraziato ABC e Disney per aver deciso di riprendere lo show: «Sfortunatamente questo li mette in una posizione rischiosa, perché il presidente non vuole che io e chi lavora con me abbia più un lavoro». Non manca un riferimento alla cancellazione degli abbonamenti Disney+ e Hulu che molti hanno deciso come protesta: «Disney mi ha chiesto di leggere questo come condizione per tornare: per riattivare il vostro abbonamento ….», ha detto scherzando.
«Questa amministrazione non si fermerà e non riguarda solo la commedia, ma anche i giornalisti».
E non potevano mancare i riferimenti a Brendan Carr, il presidente della FCC e alle sue considerazioni: «Queste società possono trovare un modo di cambiare condotta, intraprendere azioni su Kimmel, oppure ci sarà altro lavoro per la FCC», posizioni diametralmente opposte a quando nel 2022 Carr sosteneva la libertà di parola. Ora, ha spiegato Carr, la FCC sta adottando metodi mafiosi e lo fa alla luce del sole: l’ultimo strale è l’intervento di Robert De Niro che, nei panni del nuovo Chairman di FCC, ha rispolverato gli atteggiamenti da boss della mafia da lui interpretati nella sua carriera. «Il nostro nuovo motto è pietre e bastoni possono romperti le ossa…», ha detto nei panni del numero uno della FCC.
TRUMP MINACCIA
Donald Trump non ha potuto fare a meno di intervenire sul suo social Truth, dichiarando che il programma di Kimmel non è divertente, il conduttore non ha talento e soprattutto non ha ascolti: «Mette il network a rischio trasmettendo al 99% spazzatura democratica». Il presidente USA ha minacciato il network: «L’ultima volta mi hanno dato 16 milioni di dollari. Questa (causa ndr.) sembra ancora più redditizia». Il riferimento è alla causa di diffamazione intentata nel dicembre 2024 contro ABC News e George Stephanopoulus: nel marzo 2024 il giornalista aveva dichiarato che Trump era stato ritenuto responsabile di stupro da una giuria». Il verdetto – relativo alla causa civile dell’autrice E. Jean Carrol – parlava di abuso sessuale.
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Jimmy Kimmel (Photo by ZZHollywood To You/Star Max/GC Images)




