YouTube meglio di Disney?

In base alla proiezione della società di analisi MettNathanson, le divisioni audiovisive delle due società nel 2025 invertiranno le loro posizioni ai vertici della classifica globale
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Il 2025 sarà l’anno in cui YouTube potrebbe sorpassare la divisione audiovisiva di Disney per fatturato, consolidando la sua posizione come la prima azienda di contenuti video al mondo per ricavi. A sostenerlo è l’ultima analisi firmata MoffettNathanson, che certifica la trasformazione del gigante di Google in una vera e propria superpotenza dell’entertainment.

Nel 2024, Disney ha registrato entrate per 59,7 miliardi di dollari nel settore audiovisivo, contro i 54,2 miliardi di YouTube. Ma le proiezioni aggiornate indicano che quest’anno sarà la piattaforma di video sharing a balzare in vetta. Secondo l’analista Michael Nathanson, YouTube potrebbe chiudere il 2025 con utili operativi di 10,2 miliardi di dollari, in netto aumento rispetto ai 7,8 miliardi dello scorso anno. Il vero motore di questa crescita? Gli abbonamenti a pagamento, un comparto che vale già il 40% del fatturato totale della piattaforma.

Con oltre 125 milioni di utenti paganti tra YouTube Premium e Music (contro i 100 milioni del 2023), la piattaforma si sta rapidamente trasformando da hub pubblicitario a ecosistema a pagamento. Un ruolo chiave sarà giocato anche dal nuovo piano intermedio, lanciato a marzo, che punta ad ampliare ulteriormente la base utenti. Nel frattempo, YouTube TV – il servizio streaming live – si prepara a scalzare i player tradizionali della televisione via cavo. Secondo le previsioni di MoffettNathanson, gli 8 milioni di abbonati attuali genereranno il 10% dell’intero mercato pay TV statunitense (stimato a 85 miliardi di dollari) entro fine anno, per poi diventare “leader del settore entro il 2026”.

L’analisi stima che YouTube, se fosse una società indipendente da Google, potrebbe valere tra 475 e 550 miliardi di dollari – ben più degli attuali 400 miliardi attribuiti a Netflix. Rappresenterebbe da sola quasi il 30% della capitalizzazione di Alphabet, la sua società madre. Inoltre, dati Nielsen confermano che YouTube è costantemente il servizio video più visto negli Stati Uniti, a dimostrazione della sua capacità di catturare tempo e attenzione del pubblico.

Ma il rapporto va oltre le cifre. Nathanson sottolinea l’esistenza di “opportunità ancora non sfruttate” per YouTube, tra cui quella di posizionarsi come piattaforma centrale per tutti i contenuti video, capace di stringere partnership strategiche e offrire pacchetti aggregati di intrattenimento. Una mossa che la renderebbe rivale temibile per Netflix, Disney e Amazon Prime in uno scenario sempre più dominato dalla logica del bundle.

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