Si delineano, negli USA, i nuovi piani di abbonamento di YouTube Tv, il servizio televisivo a pagamento della controllata Google. YouTube ha annunciato il lancio di oltre 10 offerte variabili che si declinano a seconda dei contenuti proposti: Sport, News, Entertainment e Famiglia. Allo stesso tempo, l’intero ambiente YouTube (non circoscritto, quindi alla versione premium) cattura sempre di più l’attenzione degli inserzionisti, ma non, forse, quanto si potrebbe credere.
OFFERTE MODULATE PER L’AGGREGATORE TV
Tra le opzioni figura lo Sports Plan, dal costo di 64,99 dollari al mese o 54,99 al mese per i nuovi utenti (primo anno) e che offre l’accesso ai principali broadcaster e network sportivi, come FS1, NBC Sports Network, le reti Espn e, prossimamente, ESPN Unlimited. Costa 71,99 dollari al mese (56,99 per i nuovi utenti, per i primi 3 mesi) il piano Sports + News Plan, che oltre all’offerta sportiva prevede tutti i contenuti di informazione (CNBC, Fox News, MSNBC, CNN, CSPAN, Bloomberg, and Fox Business). Il piano Entertainment costa 54,99 dollari a l mese (44,99 per i nuovi utenti, per i primi 3 mesi) e racchiude l’offerta entertaiment. È previsto poi un piano News + Entertainment + Family Plan a 69,99 dollari al mese (59,99 dollari al mese per i nuovi utenti, per i primi 3 mesi) per i contenuti destinati alle famiglie, con brand quali Disney Channel, Nickelodeon, National Geographic, Cartoon Network e PBS Kids. I piani sono stati concepiti per una migliore modulazione dell’offerta; resta infatti attivo il piano omnicomprensivo YouTube TV a 82,99 dollari al mese e comprensivo di oltre 100 network.
PUBBLICITÀ: LA DISTANZA CON LA TV
Sul fronte pubblicitario, sebbene i risultati siano decisamente in crescita, intaccando il potere dei media tradizionali, un articolo di The Wall Street Journal va in qualche modo controcorrente. Il titolo è significativo: «Alcuni brand non stanno spendendo come se YouTube fosse la nuova TV», spiegando che i budget destinati all’ex servizio ugc sono «ancora spesso inferiori a quelli dedicati alla tv tradizionale». Il giornale cita manager di grandi brand, a partire da Frank Cooper III, Chief Marketing Officer di Visa che – spiega – i budget allocati (sia da un punto di vista media, creativo e produttive) sono ancora notevolmente inferiori rispetto a quelli stanziati per i progetti televisivi. Negli Usa, dunque, le campagne televisive vantano budget almeno quattro/cinque volte superiori rispetto a quelli su YouTube, anche quelle con stesse dimensioni di audience e grandi nomi come talent. Alcuni executive, infatti, stanno cercando di convincere le società a spingere di più su questo tipo di investimento.
A oggi, dicono alcuni dei marketer, gli inserzionisti usano YouTube come parte del budget digital, posizionandolo accanto a piattaforme come TikTok e Instagram e non allocando le stesse riforme della tv. Uno dei temi di fondo è il rischio di accostare i propri annunci a contenuti di bassa qualità: per arginare questo rischio, molti inserzionisti starebbero stringendo partnership con i creator così da trarre beneficio dalla loro relazione con gli abbonati.
Emerge, anche in questo frangente, la necessità di condivisione dei dati o comunque di un maggior numero di dati, che aiuterebbero i marketer «a sviluppare un modo più semplice per capire e misurare i risultati dei loro investimenti». Alcuni strumenti sono già stati messi in campo, come l’interfaccia che consente ai brand di capire meglio i creator, le loro audience e le campagne.
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I nuovi piani di abbonamento di YouTube TV




