Warner Bros. Discovery ha annunciato la data dell’Assemblea straordinaria degli azionisti, nel corso della quale verrà votata la fusione con Netflix: l’appuntamento è per il 20 marzo 2026 alle ore 8 (Eastern Time). Iniziano anche gli invii agli azionisti delle dichiarazioni di delega definitiva per l’Assemblea. Resta però sul campo l’offerta di Paramount: a questo proposito Netflix ha concesso a WBD una «deroga limitata» (che rientra nell’accordo di fusione) aprendo a una finestra di sette giorni per consentire al gruppo media di trattare con Paramount Skydance.
PARAMOUNT PUÒ MIGLIORARE?
Le trattative tra WBD e Paramount dovranno terminare il 23 febbraio. La finestra serve per fornire chiarimenti a WBD e consentire a Paramount di presentare «la sua migliore e definitiva offerta». Nella nota, WBD evidenzia che l’offerta di Paramount presenta ancora alcune carenze. Sembra infatti che nonostante le ultime dichiarazioni, la proposta di Paramount possa essere ancora migliorata, tanto che un rappresentante del gruppo ha informato un membro del cda di WBD che Paramount sarebbe disposta a pagare 31 dollari per azioni e che l’offerta rilanciata nelle scorse settimane non fosse appunto «la migliore e definitiva». Allo stesso tempo, però, il board di WBD continua a «raccomandare all’unanimità di approvare la fusione con Netflix», così come di rifiutare la proposta del gruppo di David Ellison. I motivi sono stati inseriti nel documento Schedule 14D-9 depositato oggi alla Sec.
A questo proposito, WBD ha pubblicato la lettera inviata a Paramount per confermare i temini della proposta e chiedere chiarimenti su alcuni passaggi ancora incerti e che riguarderebbero discrepanze tra quanto dichiarato pubblicamente e quanto scritto nelle bozze di accordo. Alcuni di questi temi riguardano il ifinanziamento e titoli di credito di secondo grado, l’Equity finance a sostengo del debito e le clausole operative provvisorie.
LA POSIZIONE DI NETFLIX
Nel confermare la finestra di sette giorni concessa a WBD, Netflix smentisce alcune delle criticità sottolineate da Paramount nei confronti della propria offerta. Una di essa riguarda proprio il via libera delle autorità. «Paramount ha ripetutamente travisato il processo di revisione normativa, suggerendo che la sua proposta sarebbe stata approvata senza difficoltà». Netflix sottolinea che i finanziamenti esteri alla base dell’offerta di David Ellison «stanno già sollevando preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale. «Ci aspettiamo che gli organismi di controllo governativi a livello globale, tra cui il CFIUS (Committee on Foreign Investment in the United States) e il Team Telecom negli Stati Uniti, nonché le autorità europee, esaminino attentamente gli investitori mediorientali del consorzio PSKY e siano scettici riguardo alle affermazioni secondo cui si tratterebbe di investitori puramente passivi».
Secondo Netflix, la fusione tra WBD e Paramount creerebbe seri problemi a livello Antitrust perché porterebbe all’unione di «due dei cinque maggiori studios hollywoodiani, due dei principali canali di distribuzione cinematografica, due dei maggiori studios televisivi, due dei maggiori network di informazione e distributori sportivi». Netflix sottolinea inoltre che per raggiungere i suoi target Paramount dovrebbe mettere in atto un piano di risparmi da 16 miliardi di dollari che avrebbe necessariamente ricadute sui livelli occupazionali.
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