Warner Bros. Discovery: nuovo no all’offerta di Paramount

Il consiglio di amministratore consiglia nuovamente agli azionisti di rifiutare la proposta modificata di Paramount continuando a sostenere la proposta di Netflix
Warner Bros. Discovery si fa in due: Streaming & Studios e Global Networks

Un altro no per Paramount. Il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha nuovamente consigliato ai suoi azionisti di rifiutare la nuova proposta di acquisizione di Paramount, continuando a preferire quella di Netflix. «Non è nei migliori interessi per WBD e i suoi azionisti e non corrisponde ai criteri di “proposta superiore” rispetto ai termini dell’accordo di fusione con Netflix del 5 dicembre 2025».

Secondo quanto indicato da Samuel A. Di Piazza, Jr., Chair di Warner Bros. Discovery Board of Directors, l’offerta di Paramount è inferiore a quella di Netflix su diversi aspetti chiave. Tra queste condizioni quali «un finanziamento del debito di importo straordinario» che, secondo il board, creerebbe rischi e mancata protezioni per gli azionisti nel caso in cui la transazione non venisse completata.  Al contrario, l’accordo con Netflix garantirebbe maggiori certezze.

Cedendo solo Warner Bros., scrive il board, gli azionisti avrebbero ancora Discovery Global, una proprietà «di valore considerevole».

«PSKY (Paramount Skydance, ndr) è una società con una capitalizzazione di mercato di 14 miliardi di dollari che sta tentando un’acquisizione che richiede 94,65 miliardi di dollari di finanziamento tramite debito e capitale proprio, quasi sette volte la sua capitalizzazione di mercato totale. Per portare a termine la transazione, PSKY intende contrarre un devito incrementale straordinario – di oltre 50 miliardi di dollari – attrverso accordi con diversi partner finanziari».  E, ancora, «quello che propone PSKY è di fatto un leverage buyout (acquisizione con leva finanziaria e quindi un acquisto ricorrendo all’indebitamento)».

La lettera del board agli azionisti si conclude con un’ultima critica: «Paramount ha avuto diverse settimane per studiare l’accordo di fusione con Netflix e adeguare la sua offerta di conseguenza. Invece PSKY, per qualsiasi motivo, ha scelto di non farlo».

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