WARC: il costo della crisi del Golfo sulla pubblicità globale

La società pubblica l’aggiornamento delle previsioni per la spesa pubblicitaria global per il 2026-2027

Pescherecci nello stretto di Hormuz (Photo by Majid Saeedi/Getty Images)

L’impatto della crisi del Golfo sul mercato pubblicitario globale potrebbe valere 94 miliardi di dollari: Warc stima, infatti, che sia questo il valore degli investimenti pubblicitari aggiuntivi nei prossimi 18 mesi a a essere “minacciati” dall’attualità. L’associazione ha pubblicato le nuove stime sul mercato pubblicitario globale, che tengono conto di quanto avvenuto nel secondo trimestre dell’anno.

Il 2026 dovrebbe chiudersi con una crescita dell’11,5% (a 1,39 trilioni di dollari, comunque in miglioramento rispetto alla previsione precedente), ma l’attuale incertezza potrebbe valere 3,2 punti percentuali, pari a 36,9 miliardi, sul risultato complessivo. Se la crisi continuasse, quindi, la crescita potrebbe rallentare all’8,3%. Il mercato pubblicitario del Golfo potrebbe chiudere l’anno con un -0,2%; in Europa, la Francia sarebbe particolarmente colpita, con un -1% nel peggior scenario prevedibile. L’Eurozona dovrebbe chiudere l’anno con un +5,6%, a quota 109 miliardi (+1,8% nella peggiore delle ipotesi), con UK a +6,3%, Germania +6,7% e Francia +2,7%.

Nel 2027 gli investimenti “in forse” ammontano a 54,1 miliardi di dollari. (Fonte Warc)

Cresceranno i mercati del Sud Est Asiatico (+6,9%) e America Latina (+12,8%), ma anche gli Stati Uniti potranno chiudere l’anno in positivo: la stima è di un +9,5% grazie ai Mondiali di Calcio e le elezioni di Midterm. «Anche nello scenario peggiore il mercato pubblicitario perderebbe solo 10 miliardi in termini di crescita».

I settori maggiormente colpiti dalla crisi in corso sono Viaggi e Trasporti, con una previsione di -3,5% l’anno. Stabile la crescita del Food, +10,3%, ma Warc stima ripercussioni nel 2027. L’Automotive crescerà del 6,7% a fronte di un andamento flat in Europa occidentale (+1,9% in Germania, il mercato automotive più forte).

Warc

Sul fronte dei media, la televisione lineare vede una flessione del 2,7%, con un andamento simile nel 2027. La quota di investimenti tv (tv lineare e on demand) sarà pari al 12,7% (12,5% nel peggiore scenario). Si stima invece un +20% per i social media, con un gap di 2,1 punti percentuali nel caso del perdurare della crisi.

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