Vigilanza Rai, via libera al contratto di servizio

La commissione di Vigilanza Rai ha dato l’ok al contratto di servizio 2013-2015 tra ministero dello sviluppo economico e Rai. Soltanto il giorno prima, i sindacati (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConfSal) avevano annunciato di volere un incontro con la commissione proprio per chiedere la rivisitazione del testo alla luce del Dl n. 66/2014, che impone al servizio pubblico un taglio di 150mln di euro. Le sigle sindacali hanno discusso la situazione con il dg Rai Luigi Gubitosi: il decreto condurrà a tagli sul perimetro produttivo dell’azienda, andando a incidere sui livelli occupazionali e sull’attuazione degli accordi sottoscritti (senza dimenticare la cessione di una quota di RaiWay). Secondo quanto indicato dai sindacati, Area News, offerta canali, produzione, sedi regionali e area corporate sarebbero tutti oggetto di tagli radicali. Nella giornata di oggi, si terrà quindi un coordinamento unitario di tutte le organizzazioni sindacali «per individuare le forme di lotta necessarie per respingere l’attacco al Servizio pubblico». Anche Susanna Camusso, segretario generale Cgil, è intervenuta: «È giusto mobilitarsi contro una logica che mira a determinare risparmi applicando tagli lineari che puniscono non solo i lavoratori e le lavoratrici, ma gli utenti stessi del servizio pubblico che va difeso e riformato a partire da un punto fermo: la centralità del lavoro e un ruolo insostituibile del servizio pubblico». Intanto, spunta di nuovo l’ipotesi di allacciamento del canone alla bolletta elettrica. Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, a “Panorama”, l’ipotesi non è mai stata accantonata, la sua rimodulazione partirà quando sarà recuperata l’evasione. Sulla stessa linea il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, secondo il quale solo cambiando le modalità di riscossione della tassa sarà possibile eliminarne l’evasione. Una delle ultime proposte emerse è quella di rapportare il canone alle capacità di spesa delle famiglie.

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