Video verticali e microdrama: l’espansione tra alleanze e IA

Secondo il New York Times in Cina si è arrivati a costi di produzione pari a 30 dollari al minuto. Intanto, cresce nel mondo, Europa compresa, l’attenzione a questo formato e ai vertical video
Semt Çocuğu, una delle produzioni di İki Dakika Creative House

Video verticali e microdrama: formati sempre più attenzionati. E non solo nelle regioni orientali, dove il fenomeno si è sviluppato e sta già evolvendo verso nuove direzioni. Secondo le ultime previsioni Omdia, entro il 2026 i microdrama dovrebbero raggiungere un giro d’affari globale di 14 miliardi di dollari, di cui 3 miliardi generati fuori dalla Cina. Entro il 2026 gli Usa varranno il 50% dei ricavi fori dalla Cina (1,5 miliardi).

MICRODRAMA: IL RUOLO DELL’IA
Il mercato corre veloce e con l’intelligenza artificiale pronta a dimezzare i tempi. Il New York Times ha recentemente pubblicato un’inchiesta dal titolo How A.I. Is Transforming China’s Entertainment Industry, a firma di Vivian Wang e Jiawei Wang nella quale si sottolinea l’effetto dell’uso di questa tecnologia su questa tipologia di produzioni. E il primo è certamente economico: alcune società riescono a produrre a costi pari a 30 dollari al minuto «senza macchine da presa, troupe o performer umani». Secondo i dati della società di consulenza cinese citati dall’articolo, soltanto a marzo sono stati caricati su Douyin (la versione cinese di TikTok) quasi 50.000 episodi di microdrama creati con l’intelligenza artificiale. Praticamente lo stesso numero dei video caricati in tutto il 2025.

L’EUROPA SPERIMENTA
Il fenomeno, però, corre ben oltre la Cina. In Italia, come anticipato da Tivù, a partire è stata Maria De Filippi con Tutto in una notte, di cui sono stati caricati 54 episodi più una serie di interviste agli interpreti. Sulla pagina YouTube,  Wittydrama conta 100 iscritti e oltre 54 mila visualizzazioni. Fascino, la società di produzione di Maria De Filippi, ha optato per la visione free (il modello di business più diffuso per i microdrama è quello degli abbonamenti): i contenuti sono sponsorizzati (powered by) da Air Action Vigorsol. A maggio si è presentata al mercato italiano İki Dakika Creative House, media company turca attiva tra Europa e area MENA focalizzata su serie verticali. La società si è definisce il primo studio professionale interamente dedicato alle vertical short-form series. «Lo schermo verticale non è più un’estensione della comunicazione digitale, ma un nuovo spazio di racconto», si legge nella nota stampa. La fondatrice İlkin Kavukcu ha annunciato nel corso dell’evento di lancio italiano della società, tenutosi il 5 maggio al Teatro La Fenice di Venezia, che verrà presto avviata la produzione di una nuova serie in Italia.

Tra le società di produzione, la più attiva è Banijay. In Brasile, la controllata Endemol Shine Brasile ha lavorato con ReelShort all’adattamento di Married at First Sight. La piattaforma è tra le più importanti realtà di microdrama: nell’ultimo trimestre 2025 ReelShort ha generato 35,7 minuti al giorno di consumo mobile negli Usa, contro i 24,8 milioni di Netflix, i 26,9 milioni di Prime Video e i 23 milioni di Disney (fonte Omdia). Married at First Sight è stato lanciato per la prima volta dalla piattaforma nel 2023, registrando oltre 227 milioni di visualizzazioni globali.

FORMATI VERTICALI PER INGAGGIARE I PUBBLICI
Il vertical drama rientrano ormai anche nelle strategie dei big: Disney ha lanciato Vertical, seguito da Clips di Netflix. L’obiettivo è chiaramente quello di preservare e incrementare l’engagement sulle rispettive piattaforme, evitando che l’abbonato “esca” per altre destinazioni, da YouTube a TikTok. Si sta muovendo qualcosa anche in Europa. Ancora una volta la protagonista è Banijay, in particolare Banijay Entertainment, e il suo partner è un servizio pubblico, la finlandese YLE. In cantiere c’è Survival Sisters. Si tratta di un mockumentary satirico composto da 20 episodi da 5 minuti: al centro un gruppo di giovani donne e il loro “addestramento” per diventare brave cittadine. La serie, annunciata a Series Mania, sarà prodotta in due formati: 16:9 per Yle Arena (la piattaforma di Yle) e 9:16 per i canali social del broadcaster. Recentemente, si è presentata alla stampa internazionale RoseBerry Media, studio tv “verticale” con base a Londra, New York e Tel Aviv. La società conta già su accordi con big della distribuzione audiovisiva per i quali si occupa di riproporre i contenuti di library in formato verticale. RoseBerry avrebbe già siglato accordi con A+E Global Media, All3Media International, Banijay Rights, Cineflix Rights e Fremantle. RoseBerry lavorerà alla library di show selezionati per la tv verticale usando tecnologie e flussi di lavoro sostenuti dall’IA. Più che puntare su contenuti originali, lo scopo in questo caso è valorizzare i cataloghi già in essere così da generare nuove fonti di ricavo intercettando nuovi utenti (un po’ come quanto fatto da Merzigo su YouTube). Sembra che la società intenda inoltre lanciare la sua piattaforma direct-to-consumer.

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