12 Stati contro una fusione. Una coalizione di 12 procuratori generali dello Stato Usa, guidati dalla California, ha presentato causa contro Paramount per bloccare l’acquisizione da 111 miliardi di dollari di Warner Bros. Discovery.
L’ACCUSA: LIMITAZIONE DELLA CONCORRENZA
La causa è stata depositata presso la Corte federale della California: l’accusa sostiene che l’acquisizione limiterà in modo sostanziale la concorrenza sulla distribuzione cinematografica dei film di maggiore incasso e le licenze via cavo, violando le leggi antitrust. La fusione, si spiega, unirà due dei primi 5 top studios hollywoodiani, portando a un aumento dei prezzi, meno film in sala e un calo della varietà e qualità dei contenuti. Secondo i 12 Stati l’operazione sarebbe una violazione del Clayton Act, la legge antitrust che tratta potenziali monopoli. I querelanti hanno chiesto a Paramount di bloccare l’accordo fino alla decisione della corte; in caso contrario verrà richiesto un ordine restrittivo temporaneo. Lo stop alla procedura si tradurrebbe in una perdita economica per Paramount, che infatti dovrà versare agli azionisti di WBD una ticking fee da 0,25 dollari per azione per ogni trimestre successivo al 30 settembre 2026.
PARAMOUNT: DISTTORSIONE DEL DIRITTO
In una nota, Paramount definisce la denuncia una distorsione del diritto antitrust consolidato: «si basa su una rappresentazione errata della concorrenza nel settore entertainment oggi». Paramount sottolinea come diverse autorità Antitrust abbiano già dato il via libera all’acquisizione: «Questa operazione creerà un concorrente più forte nei confronti delle piattaforme tech e streaming dominanti che hanno danneggiato il mercato della distribuzione cinematografica e l’occupazione nel settore dell’intrattenimento». «Qualsiasi tentativo di ostacolare questa operazione mina proprio quei principi che la normativa antitrust è volta a promuovere: maggiore concorrenza, maggiore scelta per i consumatori e maggiori opportunità per i creatori e i lavoratori», si legge in un comunicato diffuso dalla stessa Paramount. La società guidata da David Ellison afferma che l’acquisizione è già stata autorizzata da Autorità garanti della concorrenza e Regolatori in 24 giurisdizioni: «Oltre agli Stati Uniti, Autorità antitrust nel mondo hanno concluso che la fusione non costituirà alcuna minaccia per la concorrenza. Paramount ha ottenuto le autorizzazioni in materia di concorrenza in Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, nel Mercato Comune dell’Africa Orientale e Meridionale (COMESA), in Kuwait, Montenegro, Nuova Zelanda, Macedonia del Nord, Arabia Saudita, Serbia, Sudafrica, Corea del Sud e Ucraina. Paramount ha inoltre ottenuto le autorizzazioni relative agli investimenti diretti esteri (IDE) in Australia, Germania, Francia, Spagna, Slovenia, Belgio, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Italia e Romania». Nel Regno Unito, invece, sono in corso valutazioni in merito.
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