L’obiettivo di crescita di raccolta adv pari a zero alla fine dell’anno sarebbe già positivo. Lo ha dichiarato ieri Lorenzo Sassoli De Bianchi, presidente Upa, a margine dell’assemblea annuale dell’associazione, cui hanno partecipato oltre 500 imprenditori, esponenti dei mezzi di comunicazione e agenzie di pubblicità e centri media. Per la televisione, l’anno dovrebbe chiudersi con un -1,5% contro la crescita di internet, pari al 18%. Nel corso dell’assemblea Sassoli De Bianchi ha proposto “l’alfabeto Upa”, composto da quattro lettere che rappresentano le strategie per uscire dallo stallo dinamico di oggi: F di frammentazione (che deve diventare opportunità di reinvenzione del marketing), A di autonomia (la caratteristica delle audience moderne alla luce della quale la professionalità è ancora una volta irrinunciabile per un’informazione autorevole), U di ubiquità (se le audience sono ovunque, occore riportare al centro il consumatore) e M di modernità (per superare lo stallo in cui si trova il settore). Il presidente Upa si è soffermato anche sulla Rai, auspicandone un futuro in cui si possano coniugare logiche commerciali con «legittime ambizioni di crescita civile». Nel corso dell’assemblea, sono intervenuti anche Paris Kafantaris, Marketing Vice President Western Europe di Procter & Gamble e Simon Mainwaring, autore di “We First”.
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