Il governo britannico punta a una nuova riforma dell’audiovisivo, che andrà a imporre nuove regole per gli streamer, per le super-indie e i servizi pubblici. La proposta è contenuta in un white paper e per la prima volta chiederà ai servizi Ott di rispettare standard simili a quelli cui sono sottoposti i broadcaster britannici. La riforma dovrebbe permettere ai servizi pubblici di competere con gli streamer globali e creare una “nuova Golden Age per la tv britannica”. «Il Il governo intende legiferare non appena il calendario parlamentare lo permetterà», si legge nella nota ufficiale.
- Il servizio pubblico. La riforma comprende la privatizzazione di Channel 4. Con la sua privatizzazione, decadrà il divieto di produrre e vendere i propri contenuti. Questo dovrebbe fornire alla rete una ulteriore fonte di ricavo, come accade per Itv e Channel 5 (di Paramount). Channel 4, però, sarà comunque obbligata a commissionare una quota di produzione ai produttori indipendenti, in linea con gli obblighi imposti agli altri servizi pubblici.
- Servizi pubblici e on demand. Il governo Uk farà in modo che i contenuti dei servizi pubblici siano facilmente accessibili alle audience britanniche sui device connessi e sulle maggiori piattaforme online, comprese smart tv, set-top box. Si propone la possibilità di far sì che determinati eventi sportivi (come Wimbledon o i Mondiali di Calcio) diventino un beneficio esclusivo per i servizi pubblici. Questo comprenderebbe anche i diritti on demand, per far sì che Dovrebbero veniri aggiut ianche i diritti on-demand per far si che i “gioieli della corona” dello sport sulle piattaforme digitali siano accesibili a titolo gratuito.
- Produttori indipendenti e super-indie. Verranno imposte delle regole per proteggere i produttori indipendenti nelle trattative per nuove produzioni. Il governo ha previsto inoltre un fondo da 4,8 milioni di sterline destinato alla British Film Commission per il supporto alla crescita di sette hub produttivi e lo sviluppo di nuovi studios. Il white paper interviene anche sulle “super-indie”: verrà posto un faro per valutare il loro effettivo status di indipendenti. La proposta è quella di inserire un tetto ai ricavi per qualificarli come tali.
- Multe agli streamer. Il white paper conferisce a Ofcom nuovi poteri per intervenire contro i servizi vod e proteggere gli spettatori da contenuti “dannosi”. Servizi come Netflix o Apple Tv+ rientreranno nella giurisdizione britannica e saranno soggetti a un Video-On-Demand Code, simile al Broadcasting Code. Il che significa che potranno essere multati con una sanzione fino a 250 mila sterline o il 5% del fatturato annuale.
- Produzione “British”. Verrà proposta una maggiore flessibilità per i servizi pubblici nel produrre e programmare i propri programmi. Allo stesso tempo, verrà indetta una consultazione per definire nuove regole che faranno sì che i servizi pubblici commissionino programmi “inequivocabilmente britannici», ovvero programmi che «sono amati e ammirati non solo in Uk, ma anche nel mondo, per le loro caratteristiche uniche». Tra gli esempi, sono stati citati Doctor Who, Great British Bake Off e Downton Abbey.
In caso di citazione si prega di citare e linkare tivubiz.it

©pixabay




