Tv in streaming: cresce l’interesse dei marketer italiani

Secondo il rapporto Streaming TV Uncovered di Comcast Advertising oltre il 60% dei marketer italiani intende aumentare gli investimenti nella TV in streaming il prossimo anno
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Comcast Advertising, la divisione pubblicitaria di Comcast, ha annunciato oggi i risultati del suo ultimo sondaggio, Streaming TV Uncovered, studio* dedicato a come i marketer in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito stiano pianificando i loro budget e priorità pubblicitarie per i prossimi dodici mesi. Il prossimo anno, i marketer nei principali settori europei prevedono di aumentare i loro budget per la TV in streaming, con livelli di fiducia elevati da parte del settore medico (82%), FMCG (79%), elettronica di consumo (77%) e automotive (77%).

LE PRIORITÁ DEI MARKETER ITALIANI 
Secondo il sondaggio, il 61% degli inserzionisti italiani prevede di aumentare gli investimenti nella tv in streaming. Un dato che si deve alla qualità dell’esperienza pubblicitaria, citato come il principale motivo per investire nella tv in streaming e nella Ctv dal 44% dei marketer.  Quasi sei marketer italiani su dieci (59%) si aspettano che i propri budget complessivi rimangano invariati o aumentino nel prossimo anno. Ciononostante, il 41% si aspetta un taglio, la percentuale più alta tra i professionisti del marketing dei cinque maggiori Paesi europei. Le priorità di marketing per i prossimi 12 mesi si concentrano principalmente sull’acquisizione di nuovi clienti e sul recupero di quelli persi (57%), superando di poco la crescita dei ricavi e l’aumento della quota di mercato (55%). La crescita del ROI e della redditività è risultata la priorità più bassa (39%). Emerge però una scarsa conoscenza interna su cosa siano la TV in streaming e la CTV tra gli inserzionisti italiani, e il 48% cita questo aspetto come un freno a ulteriori investimenti. Un dato, questo, in linea con le precedenti edizioni dello studio.

LE SFIDE 
Ulteriore priorità per i marketer italiani, indicata dal 29% degli intervistati, è sfruttare i benefici dell’intelligenza artificiale generativa: esigenza che nasce dal desiderio dei brand di creare campagne personalizzate su larga scala e in linea generale con la necessità di riconquistare i consumatori. I professionisti cercano insight sempre più dettagliati sul pubblico: per quanto riguarda i dati del video, investire nella collaborazione sui dati, in particolare attraverso tecnologie come le clean room, è emerso come la loro priorità assoluta. L’accesso limitato a dati di alta qualità e conformi alle normative sulla privacy rappresenta la sfida principale (68%) nell’uso dei dati di TV e video. «Dato che la personalizzazione è in cima alle loro priorità, è essenziale che i professionisti del marketing si garantiscano l’accesso a questa risorsa», spiegano i ricercatori.

*Metodologia
La ricerca è stata condotta da Comcast Advertising tra luglio e agosto 2025. Lo studio ha coinvolto 500 decision-maker e influencer del settore pubblicitario in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, suddivisi equamente tra inserzionisti e agenzie.

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