Trattative difficili tra NBCUniversal e YouTube

Il network sta rinnovando l’accordo per la trasmissione dei suoi contenuti su YouTube TV: il rischio è l’oscuramento. Ci sarà un lieto fine come con Fox?
YouTubeTV

Negli Stati Uniti i rapporti tra YouTube e i gradi network sono in una fase complicata. Giovedì NBCUniversal ha annunciato un probabile oscuramento dei suoi contenuti da YouTube TV, il servizio di YouTube che propone canali lineari e su abbonamento e dvr del gruppo. Il gruppo controllato da Comcast sta portando avanti le trattative per il rinnovo dell’accordo di distribuzione, in scadenza il 30 settembre. Se non si raggiungerà tale accordo, non saranno disponibili, oltre a NBC, anche Telemundo, così come network cable come CNBC, MSNBC e USA Network.

LE POSIZIONI
Gli analisti statunitensi sottolineano che è raro, per NBCU, coinvolgere i consumatori in questo tipo di trattative. Ma così è stato: «Con i suoi 3 trilioni di dollari di capitalizzazione, Google controlla già quello che gli americani vedono online tramite la search e la pubblicità – ora vuole controllare quello che vediamo», ha dichiarato NBCU. Secondo il network, YouTube avrebbe rifiutato i migliori termini e conduzioni del mercato, chiedendo un trattamento preferenziale e cercando un vantaggio scorretto sui concorrenti per dominare il mercato video – e tutto sotto la falsa pretesa di combattere per i consumatori». Di diverso avviso YouTube, che ha invece accusato NBCUniversal di aver chiesto molto di più di quanto viene chiesto agli abbonati di Peacock, «il che significherebbe meno flessibilità e prezzi più alti per i nostri abbonati». Il gruppo ha promosso di offrire un credito di 10 dollari ai suoi utenti se i contenuti restassero non disponibili per un periodo di tempo.

I PRECEDENTI
Non è la prima volta che YouTube si trova in una situazione simile. Anche TelevisaUnion, uno dei maggiori network in lingua spagnola presenti negli Stati Uniti, dovrà rinnovare l’accordo di distribuzione entro il 30 settembre. E, anche in questo caso, YouTube avrebbe minacciato l’oscuramento dei canali. A fine agosto il servizio aveva invece trovato una soluzione con Fox, non prima che Brendan Carr, il presidente della FCC intervenisse sul tema. Anche in questo caso, l’accusa reciproca era di natura economica. Ma che i rapporti tra i legacy media e la controllata YouTube siano tesi lo si evince anche da altre prese di posizione, come quelle di rappresentati di Espn e Fox all’indomani della prima trasmissione in live streaming della NFL e in particolare sui dati d’ascolto comunicati, non confrontabili con i dati Nielsen.

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