Tax credit: i fondi previsti dai nuovi decreti

Sbloccati 138 milioni di euro per i contributi automatici, mentre per il tax credit 2026 sono previsti 210 milioni
Il ministro della cultura Alessandro Giuli (© Getty Images)

Il 19 giugno il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha firmato il nuovo decreto con le disposizioni applicative in materia di contributi automatici e il decreto interministeriale in materia di tax credit alle imprese di produzione, ora in attesa della controfirma del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

IL TAX CREDIT AUDIOVISIVO
Il decreto interministeriale sul tax credit per le imprese di produzione tiene conto della riduzione delle risorse complessive del Fondo per il cinema e l’audiovisivo prevista dalla legge di bilancio 2026 e dell’introduzione del limite massimo ai crediti d’imposta stabilito dal decreto di riparto (con il venir meno del cosiddetto “splafonamento”). Le nuove disposizioni prevedono «la riduzione delle aliquote massime del credito d’imposta; la diminuzione dei limiti massimi di credito riconoscibili per ciascuna opera; l’introduzione di tetti massimi di credito d’imposta per singola impresa».  Una volta adottato, il decreto consentirà l’apertura delle finestre per la presentazione delle richieste di credito d’imposta per le imprese di produzione per l’annualità 2026. Sono previsti dal Fondo (decreto del Ministro della cultura del 5 marzo 2026, n. 101) 210 milioni di euro complessivi, tra produzione di opere cinematografiche e produzione di opere televisive e web.

I CONTRIBUTI AUTOMATICI
Il decreto sui contributi automatici aggiorna le disposizioni contenute nel DM 15 luglio 2021, n. 251, ne recepisce le novità normative intervenute nel frattempo e introduce modifiche finalizzate a una maggiore efficienza ed efficacia del sistema dei punteggi, delle verifiche istruttorie e dei relativi controlli. Tradotto in cifre, il testo consente di destinare al settore le risorse stanziate per le annualità 2022–2025, pari a oltre 138 milioni di euro. Secondo quanto indicato dal Ministero, il decreto rafforza i meccanismi di controllo e verifica, introducendo l’obbligo di certificazione dei costi e dei ricavi delle opere e la necessità di presentare una documentazione completa a supporto dei risultati economici, culturali e artistici dichiarati. Le procedure sono state semplificate e sono state meglio chiariti i criteri di valutazione, rivedendo alcuni parametri del sistema dei punteggi. Viene attribuito un maggiore sostengo alle “opere difficili”, incrementando i punteggi loro attribuiti, e aggiorna la disciplina relativa alle coproduzioni internazionali.

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