Il mercato degli abbonamenti ai servizi di streaming a pagamento è in una fase di saturazione. A dirlo, è un’analisi di Sensemakers pubblicata a ridosso del lancio di HBO Max in Italia, il servizio streaming di Warner Bros. Italia che va ad aggiungersi alla già ricca offerta sul mercato. Quello dello Svod è un mercato che comunque continuerà a crescere, ma a ritmi più contenuti, mentre i fenomeni di sostituzione delle offerte alla ricerca di economie di costo e churn rate tra gli operatori diventeranno sempre più forti. Anche perché, spiega Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers, «Le operazioni di riduzione del prezzo con l’introduzione di formule supportate dalla pubblicità e quelle di contrasto al fenomeno di condivisione delle password hanno già espresso il loro maggiore potenziale».
QUANTO STREAMING PER FAMIGLIA
Secondo i dati Sensemakers la metà delle famiglie italiane e l’80% di quelle con accesso a connessioni broadband hanno sottoscritto almeno un servizio streaming a pagamento. Le famiglie sono disposte in media a pagare 2,3 servizi di streaming a pagamento, un dato ormai stabile da anni così come la propensione massima di spesa, che oscilla tra i 25 e i 27 euro mensili. Oggi convive il consumo tra più piattaforme: il 74%degli spettatori di Prime Video e l’84% di quelli Disney guardano anche contenuti su Netflix.
Per quanto riguarda HBO Max, nonostante l’attesa del lancio in Italia, i suoi contenuti sono già conosciuti dagli utenti: a settembre, il consumo dei contenuti di HBO attualmente presenti in Italia valeva il 15% del totale del tempo speso sulla piattaforma di Netflix. Pertanto, ritiene Sensemakers, se dovesse avere successo l’integrazione tra Warner Bros. e Netflix, «abbonarsi diverrebbe quasi irrinunciabile». «In un mercato sempre più saturo dove il focus si sposterà progressivamente dalla conquista di nuovi clienti alla retention di quelli esistenti e all’aumento della loro capacità di spesa, l’operazione ha in effetti un grande valore strategico. A parte l’acquisizione dei diritti di proprietà intellettuale su moltissimi titoli “Hero” che abiliteranno nuove fonti di ricavo, l’ampiezza della library è il primo fattore di retention e di aumento dei livelli di ingaggio e tempo speso sulle piattaforme mentre notoriamente le nuove uscite sono la leva principale per attrarre abbonati aggiuntivi».
L’ECCEZIONE DEL LINEARE
Alle conseguenze di una potenziale fusione tra Netflix e Warner Bros. sui mercati globali dell’intrattenimento, si dovrebbe aggiungere in Italia un’ulteriore variabile: «L’Italia ha comunque un’unicità a livello mondiale rappresentata dal fatto che la tv Lineare continua ad essere molto forte. L’operazione Netflix-WBD aumenterebbe sicuramente l’ampiezza della library sui contenuti scripted (soprattutto Serie Tv e Film) ma non la sua varietà in termini di generi coperti, con gli eventi live e l’intrattenimento che continuerebbero ad essere presidiati dal palinsesto degli Streamcaster domestici. Un cambiamento radicale dei comportamenti di consumo dovrebbe passare necessariamente per un allargamento dell’offerta degli streamers su queste tipologie di contenuti» conclude Angelini.
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