Streamer: cresce la sovrapposizione dei cataloghi

Secondo Ampere Analysis la presenza di contenuti non esclusivi è maggiore sulle piattaforme statunitense rispetto a quella europea
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Gli streamer statunitensi condividono sempre di più i cataloghi su diverse piattaforme, secondo le ultime evidenze di Ampere Analysis. Una tendenza che in Europa non sarebbe invece così forte, ma è comunque in crescita.

TITOLI USA “CONDIVISI”
Nella rilevazione di luglio 2025 Ampere Analysis evidenziava che il 39% dei titoli statunitensi compariva in due o più servizi streaming: si tratta di 67mila su 172mila titoli, il 21% in tre piattaforme (contro il 9% del 2020). Nel Regno Unito il 13% dei titoli Usa compariva in in due o più servizi, mentre la quota in Francia scende all’8%. Un segno, questo, della maturità del mercato americano.

La condivisione dei titoli varia tra modelli di business: sui servizi Svod sono presenti maggiori titoli in esclusiva, anche se – evidenzia Ampere Analysis – si va verso una convergenza: tra i titoli condivisi, il 43% è presente su servizi Svod e Avod (circa 29mila titoli) e il 12% su più servizi Svod (circa 8.300 titoli). La sovrapposizione tra contenuti è particolarmente alta tra i servizi Avod: 45% dei titoli. Secondo i ricercatori, l’alto tasso di non-esclusiva dipende dalla spinta delle piattaforme Avod ad ampliare la propria proposta, la necessità di monetizzare i cataloghi con revenue addizionali e da una generale tendenza a condividere i contenuti. Per esempio, la chiusura dello streamer free Freevee ha condotto Prime Video ad assorbirne buona parte dei contenuti, tanto che la quota di contenuti esclusivi sulla piattaforma Amazon è passata dal 41% (agosto 2023) al 24% (luglio 2025). Progetti premium frutto di accordi di co-esclusiva tra big del settore faranno crescere la tendenza.

CAMBIA LA PERCEZIONE DEL CATALOGO
Sempre a luglio 2025 il catalogo di HBO Max era sovrapponibile con quello di Discovery+ per il 51%: una conseguenza della formazione di WarnerBros. Discovery. I ricercatori evidenziano che la sovrapposizione sta crescendo comunque anche tra realtà Svod non affiliate: per esempio, ammonta al 35% la presenza di contenuti di library Peacock su Prime Video (14% nell’agosto 2020). «Le piattaforme si sono rese conto che nuovi Original e franchise di punta guidano la retention, mentre i contenuti meno popolari sono meno importanti, il che consente di proporli in licenza altrove per ricavi extra», spiega Rahul Patel, Principal Analyst di Ampere Analysis. «L’Europa non è a questo livello, ma i nuovi accordi tra broadcaster e streamer (come quelli siglati da Disney con Zdf in Germania e Atresmedia in Spagna, da Netflix con Tf1 o Prime Video con France Télévisions, ndr.) evidenziano l’emergere di una dinamica simile». Tra i generi, il Crime & Thriller risulta il più condiviso, pari al 19% dei titoli. Alta anche la percentuale tra i contenuti “vintage”: 43% tra le produzioni che risalgono al 2010/2019.

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