Cambiano le regole per le riprese televisive dell’atletica femminile. O meglio, si prova a cambiarle. Ebu, l’associazione delle televisioni pubbliche, ha pubblicato una serie di linee guida per garantire una copertura media “rispettosa” delle atlete in gara. Il vademecum, Raising the Bar, è stato scritto da Ebu Sport e si basa su esempi già messi in atto dai broadcaster e dalle esperienze di atlete olimpiche come Holly Bradshaw (salto con l’asta), Ivana Španović (salto in lungo) e Blanka Vlašić (salto in alto).
Non si tratta di una lista di restrizioni, quanto di usare obiettivi e inquadrature per una narrazione che rappresenti (al pari dei colleghi maschi) potenza e capacità delle atlete invece di sessualizzarle.
Potenza, precisione e tecnica dovrebbero essere al centro della narrazione televisiva di ogni competizione. Il racconto televisivo delle atlete (anche ai più alti livelli) passa spesso per la loro sessualizzazione, con riprese che possono anche mettere a disagio le stesse atlete, distratte inevitabilmente dalla posizione della telecamera a discapito della performance. Per non parlare poi di quanto accade in seguito online, con video (in particolare le riprese in slow motion) che vengono usati in modo inappropriato online con tutte le conseguenze che ne derivano. Lo ha confermato infatti Holly Bradshaw, atleta olimpica che ha collaborato al Report.
Si tratta di un cambio di prospettiva, valorizzando la prestazione atletica, invece di soffermarsi esclusivamente sull’aspetto fisico. «Tra salto in alto, salto con l’asta, salti in lungo e gare di corsa, il rapporto dimostra come sia possibile evitare le inquadrature più compromettenti senza danneggiare la narrazione o la qualità visiva», spiega il rapporto di Ebu.
Il vademecum, disponibile qui, mostra quali sono le inquadrature consigliate e quelle da evitare.
Raising the Bar (Ebu): esempio di inquadrature consigliate e sconsigliate (©Ebu)Per esempio, nel salto in alto, è meglio privilegiare inquadrature grandangolari per mostrare la rincorsa e il salto oltre l’asticella, evitando invece inquadrature dal basso, sotto l’atleta, o mostrare a ripetizioni immagini al rallentatore mentre l’asticella viene superata, che non solo che possono molto probabilmente generare immagini compromettenti, ma riducono anche la comprensione tecnica del salto. Nel caso del salto con l’asta, si suggerisce l’uso di telecamere portatili che permettono di avvicinarsi all’atleta e comprendere lo stato d’animo. Anche nel salto in lungo, è bene prestare attenzione all’uso di telecamere mobili, che a seconda dell’inquadratura possono risultare scomode o imbarazzanti per l’atleta, soprattutto quando le telecamere sono posizionate in basso o alle sue spalle. Nella corsa in pista, si invita a evitare le riprese al di sotto il bacino, preferendo restare davanti all’atleta ogni volta che sia possibile.
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La campionessa di salto con l'alto Holly Bradshaw (Campionati regionali alla Manchester Regional Arena nel 2022) - (Photo by Morgan Harlow/Getty Images)






