In un contesto entertainment media dove l’engagement è diventata la voce più importante, la pazienza degli spettatori e utenti streaming è messa a dura prova. Ampere Analysis ha analizzato il tempo che intercorre tra una stagione e l’altra degli Scripted Originals dei principali streamer (Amazon Prime Video, Apple TV, Disney+, HBO Max, Hulu, Netflix, Paramount+, Peacock): il gap tra il rilascio di una stagione e l’altra è passato da una media di 12 mesi nel 2020 a ben 21 mesi nel 2025. Quasi due anni. Un’attesa che forse si deve anche ai cambiamenti nei flussi di produzione e rilascio dei contenuti da parte delle piattaforme: nel 2022 (il picco del boom streaming) le principali piattaforme hanno proposto 599 nuove stagioni di Scripted Original. Si tratta praticamente della stessa cifra, 591, di quanto proposto tra il 2015 e il 2019.
QUANDO LO STREAMING VALE L’ATTESA
Al momento, però, le evidenze dicono che l’attesa generi ancora valore. Show Original con una distanza di oltre 30 mesi tra una stagione e l’altra sembrano aver raggiunto alti picchi di engagement: Severance (Apple Tv) e Mercoledì (Netflix) ne hanno per esempio raddoppiato i livelli. Una crescita che si ripercuote su tutto il titolo: il rilascio di nuove stagioni genera nuove visualizzazioni delle precedenti, come se il pubblico volesse ripassare quanto già accaduto.
Ampere Analysis cita Stranger Things: in vista dell’uscita della quinta e ultima stagione, le visualizzazioni sono cresciute del 300% durante la seconda metà del 2025.
QUANDO LA PAZIENZA SI TRADUCE IN CHURN
Secondo Ampere Analysis, questa valorizzazione dei tempi di attesa non vale per tutti gli Scripted Original. Se si tratta di serie appartenenti ai generi Sci-Fi e Fantasy, dalla produzione complessa e spesso di alto budget, performano bene nonostante i gap tra una stagione e l’altra. Una concessione che viene meno, invece, per serie comedy, dove gli utenti hanno una soglia di tolleranza inferiore. Rimane invece stabile il genere crime & thriller.
La pazienza, comunque, non è infinita: una ricerca realizzata negli Usa nel primo trimestre 2026 ha evidenziato che il 54% degli intervistati è più propenso a cancellare il loro abbonamento se non viene sfruttato abbastanza spesso. «Lunghe attese tra stagioni rendono le piattaforme streaming vulnerabili al churn e incoraggiano le audience ad abbonarsi solo quando il proprio show preferito ritorna».
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Fan alla premiere della quinta stagione di Stranger Things (nella foto, Gaten Matarazzo) a Berlino, nel novembre 2025 (Photo by Gerald Matzka/Getty Images for Netflix)





