Magnolia ha citato in giudizio Endemol, chiedendo la restituzione di circa 2mln di euro versati negli ultimi 10 anni circa come partecipazione allo sfruttamento economico del format “L’Eredità” e ritenuto “frutto di coartazione della volontà”. Come riporta, “Il Tempo”, la vicenda risale al 2002 quando Magnolia aveva presentato alla Rai il format de “L’Eredità” ceduto in licenza esclusiva per l’Italia dalla spagnola Coral Europa, che a sua volta lo aveva acquistato dalla tv argentina Telefé (del gruppo Telefonica, che controllava anche Endemol). Secondo Endemol, Telefé non aveva titolo per cedere i diritti a Coral: il network si era infatti ritirato e la Rai aveva deciso di sospendere il programma (secondo Magnolia, invece, Endemol aveva condizionato a proprio favore l’ingresso della società, all’epoca di Giorgio Gori, tramite la capogruppo in comune, Telefonica). Nello stesso anno, Endemol aveva presentato il progetto di un programma “Cento contro uno” e venne previsto il riconoscimento reciproco a favore della società che non avesse ottenuto la commessa. Tra le due società fu infatti siglato un accordo secondo il quale Magnolia avrebbe riconosciuto a Endemol, senza limiti di tempo, una partecipazione allo sfruttamento economico del format pari al 5% di quanto avrebbe ricevuto nella Rai. Si tratta di un totale di circa 1,931mln di euro nel giro di circa 10 anni fino a quando, nel 2011, Magnolia smette di pagare: Endemol ottiene nel 2010 un decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma per il pagamento di una fattura da 175mila euro. Magnolia, di contro, l’anno successivo chiede la rescissione dell’atto di transizione.
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