Un nuovo documento della WGA (il sindacato degli sceneggiatori) indica in Disney, Amazon e Netflix i soggetti che prenderanno il pieno controllo del settore media. Mentre prosegue lo sciopero, la WGA ha messo a disposizione un rapporto dal titolo The New Gatekeepers – How Disney, Amazon and Netflix will take over media.
WGA evidenzia come – dopo la crescita della concorrenza e diversità di contenuti nella prima fase dello streaming – la deregolamentazione e le nuove fusioni abbiano creato il terreno per «un futuro di maggiore potere di mercato che potrebbe presto lasciare solo tre società a controllare quali contenuti vengono prodotti, quali consumatori possono guardare e come». Le tre società sono Disney, Amazon e Netflix: la WGA le descrive come i nuovi gatekeeper dei media, capaci di usare la propria posizione per creare svantaggi competitivi, aumentare i prezzi e ridurre i salari. «Questi gatekeeper hanno ammassato un potere di mercato grazie alle fusioni e altre pratiche anti-concorrenziali, offrendo una finestra allarmante sul futuro dei media».
«Lo streaming video è oggi la piattaforma di distribuzione dominante per i contenuti, ma è ampiamente deregolamentata, portando i problemi dell’integrazione verticale e il consolidamento dei media agli estremi». È cruciale, spiegano gli sceneggiatori, che le autorità antitrust e legali proteggano il futuro dei media «bloccando ulteriori consolidamenti», «indagando proattivamente su questioni e risultati anticoncorrenziali», «aumentando la regolamentazione e la supervisione dello streaming».
LE ACCUSE
Nel mirino della WGA ci sono le politiche che hanno condotto Disney, Amazon e Netflix alle realtà che sono oggi. «Disney è cresciuta tramite una serie di acquisizioni plurimiliardarie, ha usato il suo potere per ridurre il numero di film in uscita, chiudere studios concorrenti e escludere contenuti indipendenti dai network di distribuzione, espandendo il controllo sul mercato del lavoro e obbligando i creator a rinunciare alla partecipazione finanziaria nei futuri ricavi da licensing».
La strategia di Amazon replicherebbe – accusa la WGA – la stessa che l’ha portato al successo come compagnia tech. Attraverso «comportamenti anticoncorrenziali e integrazione verticale, ha danneggiato i concorrenti, privilegiando le sue attività e abusando del suo potere in quanto datore di lavoro per sottopagare gli autori».
Infine, l’accusa a Netflix, cui si riconosce il ruolo di innovatore del settore, che però avrebbe poi portato «a usare la sua posizione come maggiore servizio streaming al mondo per abusare della sua posizione come datore di lavoro, ridurre la spesa in contenuti innovativi e aumentare i prezzi per i consumatori».
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