La 76° edizione del Festival di Sanremo avrà un impatto economico complessivo pari a 252,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 245 milioni dell’edizione 2024. La kermesse è destinata a generare un un valore aggiunto assimilabile al PIL pari a circa 96 milioni e l’attivazione di oltre 1300 posti di lavoro (Occupati FTE – full time equivalent). In attesa, dunque, che si alzi il sipario dell’Ariston e si accendano le telecamere di Rai1 (e il sistema digital Rai), EY pubblica le sue stime circa il valore economico che va oltre le 5 serate di diretta televisiva. I 252,1 milioni di euro sono composti da circa 102 milioni di euro di impatto economico diretto sul valore della produzione cui si aggiungono circa 110 milioni come impatto economico indiretto e quasi 40 milioni di euro come indotto.
Le spese pubblicitarie e degli sponsor rese disponili pubblicamente avranno un impatto economico complessivo di 176 circa milioni, con un valore aggiunto di oltre 65 milioni e l’attivazione di più di 800 posti di lavoro.
«Per l’edizione di quest’anno, inoltre, si stima una percentuale di posti occupati dagli spettatori pari al 90% del totale nelle cinque serate ed è di circa 500 euro la spesa giornaliera del singolo spettatore tenendo conto, tra gli altri, dei costi legati al trasporto, pernottamento, ristorazione e spese varie», ha dichiarato Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader, EY Italia. In particolare, l’attività di spettatori e professionisti contribuisce con un valore della produzione di 28 milioni e un valore aggiunto di circa 12 milioni, attivando 225 occupati.
Ci sono poi le spese organizzative, il cui valore della produzione nel 2026 è stimato a circa 48 milioni di euro, mentre le spese pubblicitarie e degli sponsor hanno raggiunto i 70 milioni di euro.
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©Stefano Ricci/ Rai





