Stealing isn’t innovation. Tradotto, rubare non è innovare. Questo è il claim scelto da Human Artistry Campaign, associazione di talent Usa (che riunisce oltre 40 associazioni) per la campagna di sensibilizzazione per protestare contro l’uso illegale «di massa» di materiale coperto da copyright per l’addestramento delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa (GenAI) da parte delle Big Tech. «Il furto erode la base dell’industria entertainment americana leader a livello globale e distrugge gli incentivi per la creazione di nuovi contenuti». La campagna punta a sensibilizzare sull’uso di accordi di licenza per permettere l’uso controllato dei materiali coperti da copyright, così da ottenerne anche un giusto compenso. «Nonostante si dica che il licensing non sia praticabile, sono già stati siglati molti accordi in tale senso, dimostrando che queste società conoscono la legge e riconoscono il mercato. Tuttavia, continuano a cercare di farla franca col furto», scrivono gli artisti. La creatività della campagna è stata pubblicata dai creator di varie discipline artistiche sui mezzi di informazione e social. «Se sacrifichiamo i creator americani sull’altare dell’intelligenza artificiale, il risultato sarà un mondo senza creazione umana originale, né informazione, arte, film, musica e video. Solo la monotonia dell’IA e sbobba rigurgitata creata dalle macchine a spese dell’opera umana e dell’umanità stessa».
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