L’associazione Usa Coalition for Innovative Media Measurement (CIMM) ha diffuso i risultati di uno studio per comprendere che tipo di rilevazione degli ascolti possa essere sostenuto nel complesso mercato audiovisivo statunitense. Le evidenze di Funding the Fiesta – The Economics of National TV Currency in the US Market spiegano che «nonostante le significative sfide economiche, strutturali e operative, il mercato televisivo, video e pubblicitario statunitense è abbastanza grande da supportare almeno due misurazioni tv nazionali, che valgano come currency». E questo in virtù delle dimensioni del mercato e degli attuali livelli di investimento.
Secondo le analisi condotte da due professionisti della rilevazione del settore, Manish Bhatia e Josh Chasin, una soluzione di base richiederebbe un mercato da ricavi annuali da almeno 135/140 milioni di dollari per essere sostenibile, mentre un’offerta completamente competitiva ne richiederebbe circa 250 milioni di dollari l’anno. La cifra è stata individuata valutando tutti gli aspetti economici di una metrica tv cross-piattaforma nazionale, compresi i costi di panel, integrazione dei big data, accreditamento.
Lo studio sottolinea che avere più di un provider sarebbe «commercialmente sostenibile», ma per una vera e propria concorrenza sul mercato servirebbero azioni coordinate da parte di buyer, seller e provider in termini di costi fissi, complessità operativa e barriere di scambio radicate nell’attale mercato. La sfida per una currency passa anche dalla barriera economica, spiegano i ricercatori, anche se i recenti sviluppi in termini di disponibilità di dataset televisivi su larga scala hanno ridotto significativamente i costi.
Servirebbe dunque una gestione accurata e condivisa delle spese, sviluppo di risorse per ridurre i costi duplicate e una «rinnovata enfasi del valore commerciale dell’accreditamento e della supervisione» per far si che una currency possa svilupparsi e per questo serbe la collaborazione di tutto il settore.
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