Riforma audiovisivo: CRTV chiede più tutele per i broadcaster

Nell’audizione presso la Camera dei Deputati, Confindustria Radio Televisioni chiede semplificazioni e meno vincoli. Sì al tax credit per l’unscripted
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Meno vincoli e più tutele per i broadcaster. Questo, in sostanza, quanto chiesto da Confindustria Radio Televisioni (CRTV) nel corso dell’audizione svoltasi il 28 gennaio presso la Camera dei Deputati, VII Commissione, sulle proposte di legge A.C. 2360 (Schlein), A.C. 2731 (Amato), relative all’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, e A.C. 2578 (Mollicone), recante “Deleghe al Governo per la riforma, il riordino e il coordinamento della normativa in materia di cinema e audiovisivo”. A intervenire, sulle mosse della proposta Mollicone, sono stati il Direttore Generale di CRTV Rosario A. Donato, accompagnato dalla responsabile Normativa e regolamentare dell’associazione, avv. Annamaria La Cesa.

«Una revisione della normativa di sistema dovrebbe determinare la valorizzazione dei contenuti cinematografici e audiovisivi, tenere conto delle esigenze dei broadcaster con un nuovo regime basato su criteri di affidabilità e di credibilità dei beneficiari del contributo pubblico in grado di favorire prioritariamente le imprese italiane, tutelarle rispetto all’ingresso dei grandi operatori globali che hanno profondamente alterato gli equilibri del mercato», si è detto.

CRTV si dice favorevole rispetto a una revisione complessiva del sistema, purché orientata alla semplificazione e all’alleggerimento degli adempimenti. «Dichiarazioni e comunicazioni costituiscono infatti un costo rilevante per le imprese, soprattutto in un quadro normativo complesso e di difficile applicazione. Tale esigenza è ancora più evidente se si considera che l’Italia è l’unico Paese europeo a prevedere un doppio obbligo di programmazione e investimento, articolato in quote e sotto-quote, che ha inciso sulla libertà editoriale e sulla sostenibilità del sistema televisivo, contribuendo a un effetto inflattivo sui costi di produzione e penalizzando gli operatori nazionali nel contesto competitivo globale».

CRTV ha chiesto che, in eventuali decreti, il potere di vigilanza resti in capo all’Agcom e non venga trasferito esclusivamente al MIC, ritenendo necessario il concerto con il MIMIT e con l’Autorità regolamentare di settore.

Parere positivo anche per la proposta di istituire una banca dati informatica unica, liberamente accessibile e aggiornata, relativa ad artisti, interpreti, esecutori, titolari dei diritti collecting, utilizzatori. Lo strumento consentirebbe una gestione più trasparente del diritto d’autore e dei diritti connessi, nonché l’incrocio dei dati sulle opere e sul loro utilizzo. «Centrale, in questo ambito, la definizione di criteri uniformi per la “pesatura” delle prestazioni artistiche, inclusi i compensi degli artisti cosiddetti apolidi».

Sull’istituzione dell’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo (A.C. 2360 e 2731), CRTV ha auspicato un’ulteriore riflessione con riferimento agli effetti sul sistema della creazione di un nuovo organismo, in un settore già regolato. Per quanto riguarda il tax credit, il direttore generale Donato si è espresso a favore dell’estensione anche all’unscripted.  

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