Revisione direttiva AVMS: la posizione dei produttori di animazione

Animation in Europe chiede quote più stringenti, più trasparenza sui dati e l’inserimento delle piattaforme di video-sharing nella definizione di “servizi media audiovisivi”
Bandiere davanti al Berlaymont Building, sede della Comissione Europea (©European Union, 2025)

In vista della revisione della direttiva sui servizi media audiovisivi, prevista dal 2026, i vari attori dell’industria stanno mettendo nero su bianco le rispettive posizioni. A Barcellona è stata la volta di Animation in Europe, associazione europea dei produttori di animazione che coinvolge 26 Paesi (l’Italia è rappresentata da Cartoon Italia). Nel corso della quarta edizione di Animar (1-3 dicembre), l’associazione ha espresso il suo punto di vista in merito alle modifiche alla direttiva. Modifiche che implicano un maggiore coinvolgimento delle grandi piattaforme streaming.

Come riportato dalla stampa internazionale, è stato proposto un incremento delle quote europee applicate agli streaming fino al 50%, riservandone un 10% ai produttori indipendenti. Si è inoltre proposta una maggiore trasparenza sui dati di ascolto e sugli algoritmi e l’inclusione delle piattaforme di video-sharing nella definizione di “servizi media audiovisivi”. Altri aspetti evidenziati sono il tema della prominence dei programmi europei sugli streamer e dei servizi media europei sulle tv connesse e i provider internet.

Animation in Europe ha raccomandato inoltre di mantenere la produzione indipendente europea al centro di AgoraEU (il programma europeo dedicato al settore media, cultura e società civile), stanziando fondi per la produzione audiovisiva così da assicurarsi visibilità finanziaria, mantenendo i programmi esistenti per consolidare il successo dei Media Program europei e assicurando uno specifico sostegno ai contenuti per bambini.

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