Secondo quanto riporta La Stampa, oggi in Senato si tornerà a parlare della Riforma Rai con la presentazione degli emendamenti. Tra questi c’è quello del senatore di Forza Italia Roberto Rosso, che intende affidare la scelta dell’amministratore delegato al consiglio di amministrazione (e non più al ministero dell’Economia), che dovrà poi votarlo. L’esecutivo, in questa ipotesi, nominerà due membri del cda, cui si aggiungono i quattro scelti dal Parlamento e uno dai dipendenti Rai. La nomina dei vertici, sottolinea La Stampa, resterebbe così di nomina politica. Sarebbe stata eliminata la norma che prevede un taglio del 5% del canone in caso di eventi straordinari, rispettando così quanto indicato dal Media Freedom Act in tema di risorse certe per i servizi pubblici. L’obiettivo è approvare la riforma in Senato a settembre, per ottenere il via libera alla Camera tra ottobre e novembre, evitando così la procedura di infrazione. Una volta approvata la riforma, l’attuale cda dovrebbe dimettersi automaticamente.
RAI RIVENDICA LA LEADERSHIP
Con una nota ufficiale, Rai è intervenuta in merito alla lettura degli ascolti della stagione appena conclusa (14 settembre 2025 – 30 maggio 2026), pubblicata da La stampa ieri, lunedì 27 luglio, a cura di Studio Frasi. I dati, in particolare, vedono il sorpasso di Mediaset su Rai sia nel giorno medio che in prima serata. Nel giorno medio, Mediaset avrebbe un ascolto nel minuto medio (AMM) pari a 3,15 milioni di spettatori e il 37,71% di share con un’età media di 59 anni. Rai vede un AMM di 3 milioni con uno share del 36,7% e un’età media di 65 anni. Un andamento che si ripeterebbe anche sulle generaliste.
Diversa la lettura di Rai: «Le tre reti generaliste Rai, nella stagione televisiva appena conclusa (14 settembre 2025 – 30 maggio 2026), confermano la loro leadership con il 30,9% di share nell’intera giornata (+0,3 punti percentuali rispetto alla stagione precedente). Nel prime time le reti generaliste Rai raggiungono il 31,2% di share, mantenendo un vantaggio di 0,4 punti percentuali sulle reti generaliste Mediaset».
Tra le evidenze segnalate da La Stampa, c’è il dato di Rai3, che con una media del 5,28% in prime time è stata superata dal 6,07% di La7. La risposta di Rai:
«In questo quadro, Rai 3 si conferma la seconda rete Rai nell’intera giornata, con uno share medio del 6,5%, un dato in linea con le stagioni precedenti, che le consente di collocarsi davanti ai principali competitor diretti, Rete4 e La7. A differenza di queste ultime, che concentrano la gran parte dei propri ascolti nella fascia di prima serata, Rai 3 costruisce il proprio risultato sull’intero arco della giornata grazie a un palinsesto strutturato e riconoscibile, fondato su informazione, approfondimento e cultura. […] Anche limitando l’analisi alla fascia 21.45-23.30, nella quale ricadono i principali programmi di prima serata, Rai 3 registra performance in linea con La7 (5,1% di share) e superiori a Rete4. […] I dati Auditel della stagione 2025-2026 confermano pertanto la sostanziale stabilità degli ascolti di Rai 3 e la solidità del suo modello editoriale, fondato su un’offerta di servizio pubblico capace di ottenere risultati competitivi lungo l’intero arco della giornata e non esclusivamente nella fascia di prima serata».
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