Non si placano le polemiche sulla questione dei compensi in casa Rai, con il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che ha chiesto le dimissioni del dg Luigi Gubitosi dopo il suo intervento pubblico a difesa di Fabio Fazio. Il dg lo ha infatti definito una fonte di profitti e garanzia di una informazione trasparente. Le parole di Gubitosi sono arrivate dopo le dichiarazioni dei consiglieri Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo che avevano lamentato la “passività” dell’azienda di fronte alle parole di Brunetta e avevano espresso il timore che sia stata la divulgazione di dati sensibili come il compenso a far sfumare le trattative con Maurizio Crozza. Di contro, il presidente Agcom Angelo Cardani è intervenuto in commissione di Vigilanza per spiegare le linee guida del nuovo contratto di servizio Rai 2013-2015. Secondo Cardani, Rai deve rendere ancora più trasparente la propria contabilità, valorizzando i programmi di servizio pubblico attraverso la pubblicazione delle informazioni sui costi e le modalità di copertura. Vanno inoltre resi immediatamente riconoscibili i programmi dei generi finanziati dalla risorsa pubblica e quelli dalle risorse commerciali. Per quanto riguarda gli stipendi, il contratto impone di pubblicare i dati aggregati sui compensi per tipologia contrattuale e fasce retributive. La diffusione dei compensi nei titoli di coda dei programmi, prevista dal precedente contratto, non è invece stata effettuata dopo i pareri contrari del Garante della privacy e dell’Antitrust.
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