Piano industriale, editoriale e polemiche: l’intervento di Giampaolo Rossi, l’amministratore delegato della Rai, alla Festa del Foglio di Venezia, fa discutere (fonte: primaonline).
Sul fronte dei conti, Rossi rivendica il bilancio in attivo, operato «ma attraverso un processo di riorganizzazione», dalla produzione ai modelli di organizzazione lavorativa in azienda. In merito al piano immobiliare, Rossi respinge le accuse di svendita (in riferimento in particolare a Teatro delle Vittorie, Palazzo Labia e gli spazi in Sempione a Milano), si sta lavorando invece su strutture immobiliari adeguate per permettere ai lavoratori di muoversi in strutture tecnologicamente avanzate e operative. «Questo significa dover rinunciare a dei cespiti che oggi sono un costo puro». Ammettendo che il Teatro delle Vittorie sia un pezzo importante di storia della televisione, l’ad ritiene che possa essere usato meglio di quanto possa usarlo oggi Rai.
Respinta anche l’accusa di essere TeleMeloni, rivendicando il ruolo di azienda che produce contenuti e servizi unici in Italia, un’industria «complessa articolata che fa informazione che fa divulgazione culturale che fa intrattenimento che tiene in piedi il cinema e la fiction italiana». Smentito il ritorno di Amadeus in Rai, ventilato dopo la sua presenza come ospite a La pennicanza di Fiorello, Rossi ha confermato la fiducia a Stefano De Martino, nuovo direttore artistico del Festival di Sanremo.
Arrivano però le critiche, con riferimento in particolare a Rai3, di cui rivendica il successo del cambio editoriale della rete. Secondo Rossi Rai3 è stata per anni “un’anomalia del servizio pubblico”, riferendosi in particolare a Telekabul: «Da grande canale del sociale si era trasformata nel grande canale dell’ideologia», mentre oggi è una rete pluralista. Parole gravi secondo il consigliere d’amministrazione Rai Roberto Natale, ripreso da Adnkronos: «Rossi fornisce un’analisi inaccettabile dell’esperienza di Rai3: rivendica incredibilmente come suo ‘grande successo’ la fuga di spettatori che la rete ha subìto a favore de La7». Critiche anche alla definizione di Rai3 come “anomalia del servizio pubblico”: «Queste parole non solo offendono i tanti professionisti – non militanti politici – che negli ultimi 15 anni, su Rai3, hanno portato al servizio pubblico ascolti e credibilità, ma sono in radicale contraddizione con le linee-guida editoriali che, a inizio mandato, questo CdA ha approvato all’unanimità e che indicano tra gli obiettivi principali quello di restituire un’identità definita a Rai2 e – per quel che riguarda l’approfondimento informativo – soprattutto a Rai3. Le sue parole sono una pessima premessa all’imminente presentazione dei palinsesti Rai, che di quelle linee-guida devono invece essere una prima traduzione». (fonte primaonline).
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Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai (©UsRai)




