Rai: la riforma dell’informazione è un suicidio assistito

Dopo la protesta del Tg3, anche il Tg1 si schiera contro la riforma dell’informazione messa a punto dal direttore generale Gubitosi, inviando una lettera aperta alla commissione di Vigilanza nella quale il piano viene definito «un suicidio industriale assistito». Il modello, spiega la lettera, si rifà all’esperienza radiofonica, rivelatasi fallimentare. «Senza la prioritaria riforma della governance della Rai», si legge nella lettera, «si mortifica il pluralismo, tendendo verso un’offerta informativa unica (qualcosa che ricorda il “pensiero unico”) tra l’altro perdente in termini di marketing». I redattori hanno proposto ai commissari un Open Day in Saxa Rubra per verificare il modello informativo e confrontarsi con il giornalisti. Il testo si conclude con una nota polemica: i giornalisti hanno infatti invitato il dg – che aveva parlato di dipendenti legati alla politica – di fare i nomi, rivelando gli “sponsor”, a partire dalle nomine da lui stesso proposte. Ieri sera i servizi di tg e gr sono andati in onda senza firma per protesta.

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