Cammino accidentato per il decreto legge che prevede il taglio di 150mln per la Rai con un prelievo sulle entrate da canone. Il sindacato Usgrai ha riportato il parere del costituzionalista Alessandro Pace, secondo il quale il relativo comma IV del decreto è incostituzionale e costituisce una appropriazione indebita. Il canone, infatti, è un’imposta di scopo e le entrate non vanno nel bilancio generale. Non solo, i consiglieri che non si opponessero al taglio verrebbero considerati responsabili. Oggi in cda si tornerà proprio a parlare del decreto su proposta del consigliere Antonio Verro, tra i promotori di un ricorso da parte dell’azienda. Secondo il sindacato, inoltre, meglio sarebbe accantonare il taglio e pensare a una riforma della Rai, che potrebbe essere realizzata in soli 60 giorni. Terreno accidentato anche per l’altra voce del decreto che coinvolge la Rai, ovvero la riorganizzazione delle sedi regionali, discusso dall’ottava Commissione permanente Lavori pubblici e Comunicazioni: i senatori del Pd hanno votato contro l’articolo che prevede l’abolizione dell’obbligo per la Rai di mantenere una sede locale in ogni regione, bocciando di fatto il testo. Ora la parola passa alla commissione Bilancio.
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