Rai, il bollino blu diventa terreno di scontro

L’iniziativa del bollino che contraddistingua i soli programmi finanziati col canone, fortemente voluta dal ministero dello Sviluppo Economico, andrebbe contro la Corte Costituzionale, il T.U., i protocolli di Amsterdam e Lisbona, una risoluzione del Parlamento europeo e una decisione della Commissione europea. «In Vigilanza», argomenta Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Rai, intervistato dal quotidiano “L’Unità”, «ci sono stati due momenti di forte contrapposizione con il viceministro Antonio Catricalà: quando ha detto che la commissione si sarebbe dovuta affrettare a esprimere il parere sul contratto di servizio (che daremo tra circa tre settimane), mentre a essere in ritardo di un anno era il Governo. Il secondo motivo di scontro è stato il suo aut aut: o accettate la mia proposta del “bollino blu”, o non firmo il contratto di servizio». Peluffo si dichiara nettamente contrario tanto al metodo, quanto al merito della questione, ovvero al bollino blu, e rivendica il ruolo del Parlamento («Il viceministro deve prendere atto del parere della Vigilanza»). «Il bollino blu», continua Peluffo, «non esiste in Europa, se non a Malta, dove è andato pure male, come ha riferito il direttore generale dell’Ebu, Ingrid Delterne, nel corso dell’audizione. Inoltre, Catricalà non considera di servizio pubblico l’intrattenimento, mentre per la Bbc è una delle missioni: educare, informare, divertire. Per noi il “bollino” che conta è la qualità dei programmi».

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