R.t.i. mette a disposizione di un conto intestato al Fondo Unico Giustizia 8,196mln di euro nell’ambito del processo Mediatrade per frode fiscale. Come riporta il “Corriere della sera”, si tratterebbe della stessa cifra che, secondo l’accusa, sarebbe stata frodata al Fisco tra il 2006 e il 2009. Il versamento dovrebbe scongiurare il rischio di sequestro dei beni da parte della Procura di Milano. Il 6 febbraio, è stato rimandato l’interrogatorio del vicepresidente Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, dopo che i pm avevano formulato a carico degli 11 imputati (tra cui, oltre a Pier Silvio Berlusconi, anche Fedele Confalonieri) una “contestazione suppletiva”, che aggiunge l’aggravante della “transnazionalità” del reato di frode fiscale tra Italia, Svizzera e Usa, spostando di due anni la prescrizione (fino al 2019) e aumentando la pena in caso di condanna. Mediaset, in una nota, aveva espresso «profondo stupore» per tale contestazione, spiegando di aver fornito nel corso del dibattimento ampia documentazione sulla congruità dei prezzi dei diritti televisivi e sull’estraneità del presidente e del vicepresidente Mediaset a qualunque rapporto con Agrama. «Si osserva in particolare», si legge nella nota del gruppo, «che in un processo fotocopia con accuse analoghe, Pier Silvio Berlusconi e gli altri dirigenti della società sono stati assolti a Roma in via definitiva perché il fatto non sussiste».
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