Il mercato pubblicitario globale cresce, ma meno del previsto. E i dazi giocano un ruolo determinante. Nel suo Global advertising spend outlook 2025/26 Warc ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita. La spesa pubblicitaria globale dovrebbe cresce nel 2025 del 6,7%, -0,9% rispetto alla precedente previsione. Rivista al ribasso anche la previsione del 2026: +6,3%, -0,9% rispetto alla precedente previsione. Il mercato pubblicitario globale dovrebbe attestarsi nel periodo in esame su un valore pari a circa 1,15 trilioni di dollari (-20 miliardi circa rispetto alle precedenti previsioni). Guardando alla geografia dei singoli mercati, quello Usa dovrebbe crescere del 5,7%, la Cina rallenterà a +5,3% (+3,5% nel 2026), mentre saranno stabili i mercati Uk, Giappone e Germania.
I SETTORI MERCEOLOGICI
I dazi impatteranno in particolare sul settore automotive, che lo scorso anno hanno investito 54,8 miliardi di dollari in pubblicità (di cui 22,5% sui formati premium video). I budget, spiega Warc, si stanno spostando dalla tv lineare alle piattaforme digitali, anche se il 51,1% della spesa automotive andrà verso il search e social media. Secondo i dati EAMA riportati da Warc, le imminenti tariffe sulla produzione cinese, messicana e canadese metteranno a rischio il 40,7% dell’industria Automotive, che si tradurrà in un -7,4% negli investimenti pubblicitari dei brand del settore. Il mondo retail varrà il 14,1% del mercato pubblicitario globale, per una spesa pari a 162,7 miliardi di dollari: -5,3% sul 2024, come risultato dell’impatto delle tariffe sulla supply chain. Cresce la spesa del settore tech &elettronica: +6,2% (89,5 miliardi), ma va considerato che le previsioni di novembre 2024 davano un +13,9%. A influire saranno i dazi ai semiconduttori.
CRESCE IL DIGITAL
«Nonostante le minacce di regolamentazione», dice Warc, il search arriverà a contare il 21,7% del mercato pubblicitario complessivo, con una spesa in crescita dell9% a 250 miliardi di dollari. I social media varranno quest’anno un quarto della spesa pubblicitaria complessiva, mentre crescerà rapidamente il retail media. In flessione, invece, la tv lineare.
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