Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia di marzo 2023 registra un +2,5% rispetto a marzo 2022. Il trimestre gennaio-marzo vede una crescita del 2,8%: se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search, social, classified e Ott, l’andamento del trimestre si attesta a +3,1%, per un totale di 1,3 miliardi di euro.
La televisione vede una crescita dell’1,8% a marzo e dell’1,3% nel trimestre, a 884,1 milioni di euro. Nel periodo gennaio-marzo 2023 risultano in crescita i quotidiani (+1,3%), la radio (+8,1%), il digital (+11,9%), l’out of home (+27,4), la go tv (+113,5%) e il cinema (+10%). In flessione i periodici (-1,4%) e direct mail (-6,2%).
«Si chiude un trimestre positivo per l’advertising in Italia con una crescita in linea con le previsioni formulate dai principali attori del mercato. Si tratta di un incremento contenuto nel suo complesso, ma che si sviluppa in maniera piuttosto omogenea all’interno dei tre mesi evidenziando quindi una buona solidità strutturale. Certamente contribuisce una situazione europea che sembra avere assorbito le incertezze degli scenari politici senza essersi per ora esposta al pericolo derivante dei fallimenti di alcune banche americane», dichiara Marco Nazzari EMEA Measurement Leader di Nielsen.
Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 15 in crescita. Il contributo maggiore è portato da Industria/Edilizia/Attività (+95%), Gestione (+27.2%) e Automobili (+18.2%). In calo a marzo gli investimenti di Elettrodomestici (-49.4%), Telecomunicazioni (-35.2%) e Finanza/Assicurazioni (-19.9%). Tra i comparti con una maggiore quota di mercato, si evidenzia, nel trimestre, l’andamento positivo di Automobili (+28.5%), Cura persona (+10.3%) e Gestione casa (+4.6%).
«In termini di valori assoluti, – sottolinea Marco Nazzari – il maggior contributo all’investimento aggiuntivo rispetto al primo trimestre 2022 arriva dalle Auto, cui spetta la palma del settore più dinamico. Sicuramente ha contribuito il boom delle immatricolazioni (+26% nel primo trimestre 2023* –Dati UNRAE pubblicati il 19 aprile 2023), legato alla maggior disponibilità di prodotto e allo smaltimento degli ordini arretrati, ma anche una rinnovata domanda da parte dei consumatori. Molto interessante anche l’apporto del settore Turistico, segno anch’esso di un settore in grande ripresa», conclude Nazzari.
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