Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia di dicembre chiude con un incremento dello 0,3% sullo stesso mese del 2020, portando la raccolta del 2021 a una crescita del 13,5%.
Escludendo dalla raccolta web la stima Nielsen sul search, social, classified e Ott, l’andamento nel 2021 evidenzia un incremento del 12,8%, per un totale di 5,6 miliardi di euro.
La televisione vede una flessione del 10,8% nel mese di dicembre, per un +14,4% nell’anno, a 3,7 miliardi (3,2 miliardi nel 2020). Il 2021 si è chiuso in positivo per tutti i settori: quotidiani a +4,3%, periodici a +3,6%, radio a +10,4%, digital a +15,1%, outdoor a +28,6%, transit a +11%, go tv a +10,9% e direct mail a +6%. La raccolta del cinema ammonta a 5,5 miliardi (non è possibile fare un confronto con il 2020).
“Un anno partito con un gennaio a -4,5% che finisce per chiudere a +13,5%, recuperando il percorso di lungo periodo con un +1,2% versus il 2019, ultimo anno di “normalità” prima del “cigno nero Covid-19”. Il ‘21 non può che essere catalogato tra le annate positive, anche se qualche preoccupazione rimane sul 2022, segnalata con un leggero rallentamento già nel dicembre con la ripresa della variante Omicron”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen.
A dicembre crescono 13 settori merceologici: ampi i contributi di Media/Editoria (+48,8%), Bevande/Alcoolici (+36,1%) e Cura Persona (+14,6%). In calo a dicembre invece gli investimenti di Finanza/assicurazioni (-57,1%), Telecomunicazioni (-30,1%) e Farmaceutici/Sanitari (-23%).
“Archiviato il 2021 positivamente – sottolinea Dal Sasso – ci aspettiamo un 2022 comunque in crescita, seppur fisiologicamente più contenuta nel solco della crescita di medio periodo, in linea con gli altri paesi europei dove le crescite sono previste tornare in tale alveo. Molto dipenderà dall’evolversi delle crisi affacciatesi in questi ultimi mesi che sono tra loro concatenate: crisi Ucraina, aumento dei costi delle materie prime ed energia ed il paventato pericolo della stagflazione che l’Europa farebbe fatica a gestire. Accanto a ciò abbiamo gli eventi trainanti come Mondiali soprattutto, ma anche Olimpiadi invernali, che da sempre sono una buona occasione di comunicazione per le aziende e i loro brand”.
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Alberto Dal Sasso




