La transizione all’Hd, le prospettive del 3D, della tecnologia 4K e del futuro 8K, il possibile sviluppo delle trasmissioni e degli apparati in modo compatibile con le risorse frequenziali disponibili. Sono queste alcune delle novità di cui si è parlato al convegno “Sorprendenti tecnologie televisive all’orizzonte 2020″, a cui hanno partecipato esperti italiani e stranieri, nell’ambito del Prix Italia a Torino. «Non potendo fare un altro switch-off, come avvenuto per il digitale», ha spiegato Gino Alberico, vicedirettore del Centro Ricerche della Rai, «ci deve essere un lungo periodo in cui vengono mantenuti i canali trasmessi oggi, trasmettendone qualcuno in Hd. Se il legislatore avesse previsto il passaggio all’Hevc, sistema che consente un notevole risparmio frequenziale, avrebbe facilitato questa transizione». L’aumento dei canali in Hd si scontra invece con le risorse frequenziali disponibili e con la necessità di trasmettere in standard definition fino a quando i televisori nelle case degli italiani non saranno tutti in grado di ricevere in Hd. Quanto al 3D, secondo Alberico, «si tratta di una tecnologia che non ha avuto lo sviluppo che si auspicava ed è rimasta un po’ di nicchia. Dopo il passaggio al digitale terrestre si è tentato di riportare in auge le vendite con il 3D e 4K, ma acquistare questi televisori in assenza di trasmissioni con quelle caratteristiche si è rivelato inutile. Riguardo al 4K si sono fatte solo sperimentazioni e ora in Giappone si sta già lavorando all’8K in vista del 2020, ma non per uso domestico». Più vicino è invece l’arrivo, sui canali Rai Replay, di film e programmi in lingua originale leggermente rallentati per facilitare la comprensione. Così come una super interattività grazie agli smartphone usati al posto del telecomando, che garantiranno applicazioni più ricche, il concetto di doppio schermo e la condivisione dei contenuti.
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