Il Prix Italia cresce e diventa sempre più multipiattaforma. Lo ha sottolineato a Torino Giovanna Milella, presentando la manifestazione di cui è segretario generale da cinque anni, da quando cioè il premio è approdato nella città in cui è nata la Rai. «Il Prix – ha detto Milella – è sorto nel dopoguerra, ma nel tempo si è trasformato e reso moderno. Con l’esplosione del mondo di internet ha digitalizzato il concorso, aprendo le porte alla multimedialità e alla produzione indipendente». A Torino del resto, ha osservato Milella, «la Rai ha i suoi punti di forza, e Città e Regione rappresentano un solido sostegno culturale». Il 65esimo Prix Italia, ultima edizione diretta da Milella che dopo 30 anni lascia la Rai, dal 21 al 26 settembre ravviverà il capoluogo piemontese con concerti, anteprime, convegni ed eventi con artisti e ospiti internazionali, aperti al pubblico e gratuiti. Il programma completo è un volume di oltre 400 pagine che ha in copertina un disegno di Dario Fo, il cui originale andrà a vincitori del Prix. L’immagine rappresenta l’Albero della Cuccagna, uno dei simboli della commedia dell’arte, che suggerisce anche il sottotitolo della rassegna “L’albero delle idee”. Cento emittenti di 50 Paesi si confronteranno con oltre 300 programmi che concorrono in tre categorie principali (radio, tv e web). Tra le anteprime Rai, domenica, “L’intellettuale e la spia. Il caso Pitigrilli” di Clemente Volpini per RaiEducational, un documentario dedicato agli intellettuali antifascisti torinesi di Giustizia e libertà. Lunedì sarà presente anche il cane Rex alla presentazione della nuova serie per RaiDue, con il nuovo commissario Francesco Arca. Martedì, “La grande storia – Con Paolo Mieli: Verdi!” di Maite Carpio nel bicentenario del musicista, RaiTre. Nello stesso giorno sarà anche inaugurato l’Archivio digitale condiviso del Prix Italia. Mercoledì, infine, “La farfalla granata”, miniserie per RaiUno dedicata a Gigi Meroni.
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