Pirateria: danni da 2,3 miliardi per il sistema Italia

In occasione degli Stati Generali della lotta alla pirateria tra cooperazione, tecnologia e sicurezza, Fapav e Ipsos Doxa presentano i dati 2025 sul fenomeno. Cresce la consapevolezza
Il Presidente FAPAV Federico Bagnoli Rossi nel corso degli Stati Generali della lotta alla pirateria tra cooperazione, tecnologia e sicurezza 2026 (©Fapav)

Il danno complessivo della pirateria audiovisiva per il Paese Italia è stimabile in 2,3 miliardi di euro di fatturato perso, con una perdita di PIL di 902 milioni di euro, mancate entrate fiscali per 408 milioni di euro e circa 11.100 posti di lavoro persi o mancate opportunità occupazionali. Questi i dati dello studio FAPAV/Ipsos Doxa presentati il 23 giugno nel corso degli Stati Generali della lotta alla pirateria tra cooperazione, tecnologia e sicurezza, evento promosso da FAPAV.

I NUMERI 
Nel 2025 l’incidenza della pirateria di contenuti audiovisivi (film, serie/fiction, programmi televisivi e sport live) si attesta al 37% della popolazione italiana, sia nella fascia 10/14 anni sia in quella +15 anni, corrispondente a circa 20 milioni di italiani, ma la tendenza è in diminuzione: -4% rispetto al 2024, -7% rispetto al 2023. In termini assoluti, oltre un milione di persone ha smesso di piratare negli ultimi due anni. Il calo è particolarmente marcato tra i più giovani: nel 2025, ha commesso almeno un atto di pirateria audiovisiva il 37% degli adolescenti dai 10 ai 14 anni, dato più basso mai registrato, in ulteriore diminuzione rispetto al 40% del 2024 e al 45% del 2023. Anche tra gli adulti, coloro che hanno piratato almeno una volta lo scorso anno sono il 37%, con una stima di 290,6 milioni di atti di pirateria, in calo del 9% rispetto al 2023. Tra gli adulti, i contenuti più piratati restano i film (28%), seguiti da serie e fiction (23%)programmi televisivi (19%) e sport live (14%). La pirateria sportiva registra per la prima volta dal 2021 una lieve flessione dell’incidenza, che passa dal 15% al 14%.

PERCEZIONE AMBIVALENTE
Secondo i dati permane una percezione ambivalente sulla gravità del fenomeno. Il 60% della popolazione adulta italiana considera la pirateria un comportamento grave da perseguire legalmente (dato stabile rispetto agli anni precedenti), ma solo il 48% dei pirati riconosce la gravità delle proprie azioni, con il 42% che le considera per nulla gravi. Tra i fruitori di IPTV illegali, il 72% riconosce che queste pratiche arrecano danni all’economia e alla società. Più della metà degli italiani (56%) è comunque consapevole del legame tra pirateria audiovisiva e circuiti criminali.

A due anni dall’entrata in vigore della nuova legge antipirateria, il 71% degli adulti ne conosce l’esistenza, e il 62% la considera efficace. La crescente consapevolezza del rischio di sanzioni sta contribuendo a modificare i comportamenti, soprattutto tra i più giovani, grazie anche alle campagne informative: il 60% dei pirati adolescenti ritiene probabile essere scoperto e punito, un dato superiore a quello registrato tra gli adulti.

LA PERCEZIONE DEL RISCHIO
Significativa anche la percezione di altri rischi legati alla pirateria, su tutti quello di infettare il proprio device contraendo virus e/o malware (il 36% degli adulti ha effettivamente sperimentato questa conseguenza). Seguono il rischio di essere identificati dalle Forze dell’Ordine (34%), il furto di dati personali (33%) e quello di dati finanziari sensibili (25%). Sul fronte del contrasto tecnologico, il 70% degli adulti ritiene efficace il Piracy Shield, la piattaforma AGCOM per il blocco tempestivo dei siti illeciti con contenuti in diretta e di prima visione, percentuale che sale al 77% tra coloro che piratano eventi sportivi live. Positivi i risultati operativi: i siti oscurati sono aumentati di oltre un terzo in un solo anno e hanno ormai superato quota 100mila (fonte AGCOM).

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