Piano Lcn, i tempi si dilatano

La numerazione automatica dei canali tv sul telecomando (Lcn) è di nuovo nel caos, in seguito alla decisione del Consiglio di Stato di fermare l’attività del commissario ad acta Marina Ruggieri (cfr. ), prima che varasse la determinazione finale. Il Consiglio ha specificato che i supremi giudici «impartiranno al commissario le direttive ritenute necessarie per il corretto svolgimento dell’incarico», per dare piena attuazione a quanto stabilito dalla sentenza. A questo punto i tempi si dilatano e la situazione diventa insostenibile, poiché i giudici del Tar prima e quelli del Consiglio di Stato poi avevano espressamente indicato il carattere di urgenza con cui si sarebbe dovuto procedere, proprio perché numerose tv locali e nazionali stanno subendo danni economici derivanti da posizioni discriminatorie. Per questo, ReteCapri sta valutando, insieme ai propri legali, l’avvio di una richiesta di risarcimento danni. Sarà da rivedere l’assegnazione dei numeri 7, 8 e 9 del telecomando (non solo del 9, che lo schema di delibera prevedeva di assegnare alle tv locali). Ora il commissario dovrà, dunque, ripetere l’istruttoria sulle preferenze degli spettatori prima del passaggio al Dtt e individuare «ora per allora» le emittenti «cui il piano Lcn 2010 avrebbe dovuto assegnare i numeri 7, 8 e 9». Infine, fare una relazione sul provvedimento che sarà discusso in una successiva udienza del Consiglio di Stato, alla presenza delle controparti. Resta riservato ad Agcom il potere di adeguare le disposizioni del piano Lcn 2013 all’esito dell’attività istruttoria, così come il potere di revisione del piano.

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