Per il Tribunale di Milano i content creator sono lavoratori dello spettacolo

Una recente sentenza impone il versamento dei contributi al Fondo dello spettacolo dell’Inps
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I contributi dei content creator, in quanto lavoratori dello spettacolo, devono essere versati al relativo Fondo dello spettacolo dell’Inps. A stabilirlo è stato il Tribunale di Milano, con la sentenza 595 del 24 aprile 2026 (sezione lavoro) riportata da Italia oggi. La sentenza equipara dunque content creator e influencer ad attori di teatro, cinema e tv. Qualunque accostamento del professionista con il brand dà origine a un filmato pubblicitario che di per sé costituirebbe uno spettacolo: è questo il senso della sentenza. La pronuncia, evidenzia Italia oggi, interpreta in senso estensivo le previsioni del dlgs CPS n° 708/1947, la legge sui lavoratori dello spettacolo, in materia di previsioni e assistenza. Finora, ricorda Italia oggi, i content creator erano inquadrati nel settore commerciale (con uno specifico codice Ateco, il 73.11.03). Anche in Consiglio dell’Unione Europea sono stati considerati operatori del commercio in rete, sottolineando la natura promozionale della loro attività.

L’ALBO DEGLI INFLUENCER DI AGCOM
Agcom ha adottato Linee guida e un Codice di condotta in materia di contenuti diffusi dagli influencer sulle piattaforme online, «con l’obiettivo di promuovere la trasparenza delle comunicazioni commerciali audiovisive, la tutela dei minori e la protezione degli utenti». Rientra in questa attività anche il cosiddetto “Elenco degli influencer rilevanti”, definiti come coloro che raggiungono almeno 500mila follower oppure un milione di visualizzazioni medie mensili, su almeno una piattaforma. Secondo quanto ricostruito da Il post, sarebbero almeno 5mila le persone che hanno fatto richiesta di iscrizione, più del doppio di quanto si sarebbe aspettata Agcom.

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