La Commissione Europea ha dato il suo via libera condizionato alla fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery: si tratta di un passaggio rilevante per il gruppo di David Ellison, a maggior ragione di fronte alla sospensione delle operazioni negli Usa dopo la causa intentata da 12 Stati USA.
DISTRIBUZIONE CINEMATOGRAFICA ATTENZIONATA
Uno degli ambiti critici della fusione riguarda il cinema. L’indagine della Commissione europea ha valutato che resterebbero abbastanza studi cinematografici concorrenti nell’area economica europea, tra cui Disney, NBC Universal, Sony e studi statunitensi più piccoli come Amazon MGM, A24, Lionsgate e studios europei. Le criticità riguardano invece la distribuzione cinematografica. In questo senso, la Commissione ha valutato che si registrerà un elevato livello di concentrazione e una maggiore trasparenza, a seguito dell’aggiunta del portafoglio cinematografico della Warner, nei Paesi in cui Paramount ha una partnership strutturale con Universal, che si declina nella joint venture UIP, United International Pictures.
LE CONDIZIONI
Si concentrano quimdi sulla distribuzione cinematografica i rimedi proposti dalla commissione europea. La Commissione ha proposto infatti la cessione della partecipazione di Paramount in UIP (United International Pictures) nell’area economica europea entro 13 mesi dalla fine della transazione. Inoltre, per un periodo di 10 anni Paramount non potrà (né direttamente, né indirettamente) siglare accordi o intese con Universal per co-distribuire film nell’area economia europea. Paramount non potrà nemmeno spostare la distribuzione dei film Warner dai distributori ora in essere verso quelli usati da Paramount, laddove tale distributore distribuisca anche i film della Universal o della Disney in tutti i Paesi in cui UIP è attivo nell’EEA (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Ungheria, Islanda, Latvia, Lituania, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia). Allo stesso tempo, non potrà nemmeno spostare i film Paramount dai suoi distributori cinematografici a quelli usati da Warner se tale distributore gestisce anche i film Disney o Universal.
«Tali impegni rispondono pienamente alle preoccupazioni in materia di concorrenza individuate dalla Commissione, garantendo che i film dell’entità risultante dalla fusione non saranno distribuiti congiuntamente a quelli della Universal o della Disney», dice la Commissione.
LE CONSEGUENZE
La Commissione europea non ha individuato criticità nemmeno in termini di catena del valore sull’industria audiovisiva: «resta abbastanza concorrenza per esercitare una sufficiente pressione competitiva sul mercato». Lo stesso vale vale in tema di canali pay a target kids. Una volta ottemperati gli impegni richiesti, per la Commissione non ci saranno ulteriori timori in materia di concorrenza. «La decisione è subordinata al pieno rispetto degli impegni. Sotto la supervisione della Commissione, un amministratore fiduciario indipendente ne monitorerà l’attuazione».
«Le conclusioni raggiunte dalla Commissione europea confutano direttamente i presupposti fondamentali su cui si basa la denuncia presentata dai procuratori generali degli Stati membri volta a impedire l’operazione», scrive Paramount commentando la notizia.
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David Ellison, Chairman e Ceo di Paramount (Photo by Eamonn M. McCormack/Getty Images for Paramount Pictures)




