Paramount: ricavi stabili e fiducia su WBD

Nel secondo trimestre 2026 crescono gli abbonati di Paramount+
L'homepage di Paramount+ (©Paramount)

Il secondo trimestre 2026 di Paramount vede ricavi complessivi pari a 6,91 miliardi di dollari (+1% anno su anno) e un reddito operativo pari a 475 milioni di dollari (+6,9%). Proseguono i risparmi, con l’obiettivo di 2,7 miliardi entro la fine dell’anno rispetto ai 2,5 miliardi del 2025. La previsione per il terzo trimestre è di tra i 6,95 e i 7,1 miliardi di dollari e di 30 miliardi per l’annualità 2026.

CRESCE PARAMOUNT+
Nel secondo trimestre 2026 la divisione Direct-to-consumer vede ricavi pari a 2,47 miliardi per una crescita del 9% sul secondo trimestre 2025. I ricavi di Paramount+ ammontano a 2 miliardi di dollari, per una crescita del 19% anno su anno; gli abbonati sono pari a 81,6 milioni (+6%). «Stiamo accelerando il percorso per una maggiore profittabilità nell’anno». Si lavora a inserire nuove feature nella piattaforma, tra cui Clips, i video formato breve.

LE ALTRE DIVISIONI
I ricavi delle attività studios sono pari a 1,3 miliardi, per un incremento del 16%. La attività Tv Media sono calate del 7% anno su anno, ma è aumentata la profittabilità (+14% rispetto alla seconda metà del 2025), anche grazie alla riduzione dei costi per episodio (-10% anno su anno). Ricavi pari a 3,1 miliardi (-9%). La lettera agli azionisti si focalizza sulle capacità produttive del gruppo: «abbiamo quasi raddoppiato l’output cinematografico da 8 uscite nel 2025 a 15 nel 2026, e consegnato oltre 90 serie per oltre 800 episodi».

WARNER BROS.: LA FUSIONE CI SARÁ
In merito all’operazione Warner Bros. Discovery il gruppo conferma la fiducia nella riuscita dell’operazione. Respinte le accuse oggetto della causa antitrust: «non riflettono la realtà del mercato entertainment», si legge nella lettera agli azionisti. «Anche se valutate insieme, Paramount e Warner Bros. Discovery rappresenterebbero solo il 13% del tempo totale di visione tv e in streaming negli Stati Uniti, il 18% degli incassi al box office nazionale negli ultimi 12 mesi e il 22% in media negli ultimi due anni. Queste cifre riflettono la situazione di un’azienda che concorre in un mercato estremamente competitivo contro giganti della tecnologia come Netflix, Amazon, Apple e altri, e non un’azienda con il potere di mercato necessario per dettare le regole al pubblico, ai creatori o ai distributori».

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