Paramount non molla la presa su Warner Bros. Discovery e rilancia la sua offerta rivolgendosi direttamente agli azionisti. In una lunga lettera pubblicata sul sito building a stronger Hollywood, il gruppo guidato da David Ellison (insieme ai partner di Red Bird Capital) evidenzia i dettagli dell’offerta inviata al Board di Warner Bros. Discovery, scrivendo in lettere maiuscole e grassetto: “Non è troppo tardi per comprendere i vantaggi della proposta di Paramount se deciderete di agire subito e offrire le vostre azioni”.
Rispetto a quanto già emerso, la lettera di Paramount specifica ulteriori dettagli della sua offerta, evidenziando in particolare le modalità di finanziamento dell’acquisizione, le possibili sinergie e strategie.
Intanto, la decisione di rivolgersi agli azionisti deriva dal fatto che – a detta di Ellison (intervistato sul tema anche da CNBC) – non ci sarebbe stata una vera e propria trattativa con WBD; il board avrebbe ignorato «volontariamente» l’offerta del gruppo e non avrebbe presentato alcuna controproposta, né si sarebbe messa in contatto diretto dopo l’offerta finale.
Ellison ha dettagliato l’operazione, con un Equity garantita dal trust personale dello stesso Ellison (1,16 mld di azioni Oracle, valore oltre 250 miliardi di dollari), cui si aggiungono 54 miliardi di dollari in debito garantito da Bank of America, Citi e Apollo.
Paramount ha voluto specificare l’obiettivo di sinergie di costi per oltre 6 miliardi di dollari, che si baserebbero principalmente dalle «operazioni duplicate» delle rispettive attività, come nel caso di back office, immobili, infrastrutture, aspetti legali e tecnologia. Si tratterebbe, secondo le stime di Paramount, in una riduzione inferiore al 10% della spesa complessiva e che comunque non andrebbe a intaccare le attività di studios cinematografici e televisivi.
Questa è infatti uno degli aspetti che preoccupa maggiormente l’industria, in particolare quella cinematografica: «Non abbiamo intenzione di ridurre la produzione cinematografica», al contrario, la prospettiva è di incrementare il catalogo fio a oltre 30 film all’anno. «Prevediamo invece di prendere decisioni più oculate in materia di licensing sulle reti lineari e lo streaming». Paramount spiega di voler continuare «a guidare il settore in termini di spesa per i contenuti», stimati in circa 35 miliardi di dollari «contro i 18 miliardi previsti da Netflix per il 2025».
Infine, il gruppo ha sottolineato che «L’ipotesi che il piano di Paramount preveda tagli di posti di lavoro più consistenti rispetto a quelli di Netflix non è supportata da alcun dato concreto». Un tema che si allaccia anche al fatto che Netflix intende acquistare solo una parte di WBD; pertanto, «l’obiettivo di sinergia di 2-3 miliardi di dollari annunciato nella transazione non include alcun risparmio derivante da Global Networks, il segmento più grande di WBD in termini di SG&A (Spese di Vendita, Generali e Amministrative) nel 2024 (2,8 miliardi di dollari, contro i 2,4 miliardi di dollari di Studios e i 2,2 miliardi di dollari di Streaming)».
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L'intervista di CNBC a David Ellison pubblicata sul sito Paramount strongerhollywood. com (©CNBC)




