Paramount: i dettagli dell’accordo “salva” fusione

Aumento della produzione cinematografica nazionale, fondi per i lavoratori colpiti dagli esuberi e un comitato per l’indipendenza editoriale.
David Ellison, Chairman e Ceo di Paramount (Photo by Eamonn M. McCormack/Getty Images for Paramount Pictures)

Il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha annunciato il raggiungimento dell’accordo con Paramount che mette fine alle accuse di Antitrust lanciate da 12 Stati statunitensi (Arizona, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington) contro l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. L’accordo, che deve essere approvato dalla Corte, include un impegno quinquennale («esecutivo in sede giudiziaria») di incrementare l’offerta di film per la sala, un impegno minimo di ulteriori 1,5 miliardi di dollari di investimento per incrementare la produzione cinematografica nazionale e un fondo da 47,5 milioni di dollari per i lavoratori che subiranno le conseguenze della fusione. Inoltre, sono previste restrizioni alle modalità di gestione delle trattative con le cable per mantenere i prezzi competitivi.

«Questo accordo non è un voto a supporto della fusione», ha voluto sottolineare Bonta. «Ma crediamo che questo accordo, che risolve le nostre preoccupazioni in ambito antitrust in ogni mercato coinvolto nel nostro caso, protegge la concorrenza e la scelta dei consumatori e mette i bisogni e le preoccupazioni dei lavoratori, così come il loro futuro, in primo piano, sia la linea di condotta migliore». Un comitato indipendente ne valuterà il rispetto.

GLI IMPEGNI DI PARAMOUNT

Ecco, nel dettaglio, gli impegni sottoscritti da Paramount:

PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA
Paramount si è impegnata a un incremento della produziuone cinematografica nei prossimi cinque anni. Nello specifico, produrrà 30 film l’anno (di cui 20 distribuiti su larga scala) nei primi due anni, 32 l’anno (21 distribuiti su larga scala) nel terzo, quarto e quinto anno dell’accordo. Inoltre, il gruppo di David Ellison si impegna a rilasciare almeno quattro film indipendenti per ogni anno.

Tutti questi film non potranno essere inseriti nei cataloghi delle piattaforme Svod della nuova entità (Paramount+ o qualsiasi nuovo servizio post-fusione) per almeno 90 giorni dall’uscita in sala. Inoltre, a questi titoli dovrà essere garantito un budget marketing adeguato.

Se gli impegni non venissero rispettati, Paramount dovrà cedere la Miramax Studios e pagare 30 milioni di dollari per ogni film mancato. Tale cifra verrà versata a fondi fiduciari per l’assistenza sanitaria e la previdenza pensionistica associati con la Writers Guild of America (WGA), International Alliance of Theatrical Stage Employees (IATSE), Directors Guild of America (DGA), International Brotherhood of Teamsters (IBT), altri sindacati e la NAAG (National Association of Attorneys General).

PRODUZIONE NAZIONALE
La nuova realtà che nascerà dalla fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery si impegna a investire altri 1,5 miliardi di dollari (rispetto ai livelli di investimento del 2025) nella produzione cinematografica statunitense nei prossimi cinque anni. Arriva una sorta di quota di investimento. Oggi la produzione di Paramount negli Stati Uniti è pari al 5% del totale: nel caso venisse approvato il tax credit federale (in discussione in queste settimane) tale cifra dovrà salire al 20% di tutta la produzione cinematografica nel primo e secondo anno e almeno il 30% nei restanti. La quota potrebbe salire anche al 40% in caso venissero approvati nuovi incentivi in California o a New York.

CINEMA INDIPENDENTE
Si prevede un fondo per l’acquisto di film indipendenti e un contributo annuale di 5 milioni di dollari l’anno, per un totale di 25 milioni.

PROTEZIONE DEI LAVORATORI
Nei prossimi cinque anni la nuova realtà dovrà versare 47,5 milioni di dollari in un fondo (Workforce Fund) destinato alla formazione e sviluppo professionale colpiti dagli esuberi dovuti alla fusione (tali lavoratori avranno comunque diritto a candidarsi per posizioni rimaste vacanti nell’azienda e dovranno essere valutate «in buona fede») . «La società risultante dalla fusione dovrà inoltre rispettare i contratti collettivi di lavoro già stipulati e negoziare in buona fede con i sindacati negli anni a venire».

I NETWORK CABLE E L’INDIPENDENZA DELL’INFORMAZIONE
Per cinque anni le trattative con i canali via cavo dovranno essere gestite in maniera separata da Paramount e Warner Bros. Discovery. Questo dovrebbe preservare la concorrenza e di conseguenza mantenere i prezzi bassi per i consumatori. Inoltre, la nuova realtà dovrà preservare la sua offerta streaming gratuita, Pluto Tv, mantenendo la qualità (ricordiamo che Paramount conta tre servizi streaming, Paramount+, Pluto TV e Bet+, WarnerBros. conta, tra gli altri, HBO Max, discovery+, TNT). Inoltre verrà creato un comitato editoriale indipendente (News Editorial Independence Board) per mantenere l’indipendenza editoriale di CNN e CBS News.

Proprio l’indipendenza editoriale di CNN era, secondo la lettera che David Ellison aveva inviato a The New York Times, il tema “nascosto” nella causa contro l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. La questione, dunque, viene risolta con la creazione di questo comitato le cui resposnabilità saranno limitate «ai contenuti editoriali e informativi prodotti principalmente per la distribuzione negli Stati Uniti». Tale comitato dovrà «stabilire e monitorare l’adesione a un giornalismo etico così definito dalle migliori pratiche del settore giornalistico e all’indipendenza editoriale, anche rispetto alla proprietà e agli azionisti dell’Entità combinata».

Viene da chiedersi dunque come verrebbe gestita la relazione con l’attuale amministrazione della Casa Bianca che proprio in questi giorni ha negato l’accesso a CNN, MS Now e Politico, accusandole di diffondere fake news. Le tre testate hanno presentato una causa per violazione del Primo Emendamento.

L’accordo dovrebbe quindi fermare il processo previsto per il 2 marzo e “salva” Paramount dal rischio di versare la fee milionaria agli azionisti di WBD Discovery, rispettando il 30 settembre come data per la fusione.

QUI I DETTAGLI DELL’ACCORDO FIRMATO DA BONTA (PROCURATORE GENERALE DELLA CALIFORNIA) E PARAMOUNT: 

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