Tempeste solari, tagli ai cavi sottomarini, distruzioni di satellite, eventi climatici estremi capaci di distruggere i network di comunicazione se non potenzialmente “triggerare” una pandemia digitale, che potrebbe avere conseguenze molto, molto reali. L’Onu ha pubblicato un nuovo report dal titolo emblematico, When digital systems fail: The hidden risks of our digital world (se fallissero i sistemi digitali: i rischi nascosti del nostro mondo digitale), un rapporto che sottolinea gli scenari di rischio connessi alla fragilità dei sistemi digitali interconnessi e fornendo delle opzioni per prepararsi. Si torna a parlare di resilienza che, secondo Doreen Bogdan-Martin, segretario generale dell’Onu, deve fare parte del dna delle tecnologie da cui dipendiamo. Una tempesta solare, spiega il rapporto, potrebbe disabilitare i satelliti, distruggere i sistemi di navigazione, destabilizzare le reti elettriche e ci vorrebbero mesi prima di tornare a regime. Per non parlare delle temperature estreme, che possono sovraccaricare i data center, conducendo a blackout con rischi per i sistemi sanitari e le transazioni. E, ancora, terremoti possono danneggiare le connessioni internet, rallentando le attività «e lasciando intere nazioni offline per settimane».

L’architettura nascosta dei rischi digitali (Fonte: When digital systems fail: The hidden risks of our digital world – ONU)
Gli autori del rapporto suggeriscono 6 priorità per salvaguardarci dai rischi:
- conoscenza approfondita: identificare le vulnerabilità, mappare i fattori di dipendenza, sviluppare modelli per potenziali reazioni a catena e conservare skill analogiche
- modernizzare la gestione del rischio: trattare le interruzioni digitali non intenzionali come rischio principale aggiornando i framework legali e per la gestione del rischio catastrofi
- rafforzare gli standard e la pianificazione
- migliorare il coordinamento
- rafforzare la resilienza sociale
- Promuovere la fiducia e la collaborazione
Spiega il rapporto: «Le società sono diventate sempre più dipendenti dai sistemi digitali senza preservare competenze analogiche e senza garantire adeguate soluzioni di riserva. Se i grandi sistemi smettono di funzionare, non sempre sono più disponibili alternative offline».
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