Netflix guarda al bilancio

Tutti prima o poi devono fare i conti tra costi e ricavi. Anche Netflix, che solo due anni fa aveva annunciato un piano da 5 miliardi di dollari in contenuti a livello globale e che ora si ritrova, nonostante i suoi 100 milioni di abbonati nel mondo, a dover tagliare alcune produzioni (Marco Polo, The Get Down e Sense8). È quanto si illustra nell’analisi fatta di Gianmaria Tammaro su Il Messaggero, dove si evidenziano le difficoltà di una piattaforma che, non puntando sulla pubblicità, fatica a trovare fondi da investire per “rischiare” su nuove produzioni.

La società continuerà a puntare sull’innovazione – non a caso la stessa dirigenza ha annunciato l’intenzione di aprire un debito di circa 800 milioni per continuare a produrre serie tv – ma dovrà ragionare da tv generalista: accontentare più abbonati possibile e non può più spendere soldi su progetti seguiti solo da una minoranza.

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