Nella tv italiana più ricavi, ma meno investimenti

Agcom pubblica il Focus Bilanci 2020-2024: ecco i numeri della televisione italiana

La televisione italiana regge, ma ne risentono gli investimenti. Agcom ha pubblicato il Focus Bilanci 2020-2024, relativo a circa 130 imprese nei settori comunicazioni elettroniche, dei servizi di corrispondenza e consegna pacchi, televisivo e dell’editoria quotidiana e periodica.

Per il settore Televisione sono stati analizzati i dati di 20 imprese*, che nel 2024 hanno registrato complessivamente ricavi pari a 8,82 miliardi di euro, per una crescita dell’8,4% rispetto al 2020 (8,14 miliardi) e un incremento su base annua del 6,7%. In media, la crescita annua è del 2%. Nell’ultimo anno risultano in ripresa i ricavi da pubblicità (+8,9%) e da servizi di pay tv (+9,3%), mentre risulta sostanzialmente stabile il canone Rai (+0,9%). Migliora nel 2024 anche il margine operativo lordo: 17,9% (14,7% nel 2020 e un valore medio annuo del 14% in rapporto ai ricavi).

Flessione, invece, sul fronte investimenti. Agcom stima una spesa complessiva per la produzione dei contenuti e l’acquisizione dei diritti («contabilmente composta da investimenti e specifiche poste contabili registrate nei costi operativi»): pari a 35,3 miliardi di euro. Il dato è in flessione: 38,4 miliardi nel 2023, 39,3 miliardi nel 2022, 47,6 miliardi nel 2021 e 49,3 miliardi nel 2020. Si tratta di una flessione del 14% nel triennio e del 3,1% tra il 2023 e 2024. «Nel periodo considerato l’incidenza sui ricavi è diminuita fino a raggiungere un rapporto del 35,3% nel 2024».

Agcom, Focus Bilanci 2020-2024

Si registra un miglioramento nel flusso finanziario: pari al 14,2% in rapporto ai ricavi. Dopo il calo registrato nel 2022, «il 2023 segna un miglioramento che si rafforza ulteriormente nel 2024»: il 19,7%, per un +6,3% sull’anno precedente.

«Moderata riduzione» sul piano occupazionale: gli occupati nel 2024 risultano essere 20.600, contro i 21.500 del 2020 (-900 addetti). Il 2024 ha visto un calo di 315 unità «soprattutto tra gli operatori di maggiori dimensioni in termini di fatturato».

*l’analisi include dal 2023 i bilanci di Netflix Service Italy. Mancano però i dati di bilancio di Dazn e Prime Video
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