Nel mondo streaming la pubblicità incide più sulle serie che sui film

I dati di Ampere Analysis evidenziano una diversa strategia nella gestione degli spazi pubblicitari da parte dei principali streamer USA
©pixabay

Più interruzioni pubblicitarie nelle serie rispetto ai film: sembra essere questa la strategia di gestione dei break sui principali servizi streaming statunitensi. Ampere Analysis ha condiviso i dati del nuovo servizio Streaming Advertising Analytics, disponibile negli Stati Uniti, evidenziando il diverso approccio ai break a seconda del contenuto. Secondo le analisi, dunque, la gestione degli spazi pubblicitari viene fatta coincidere con il formato del contenuto e con le abitudini di consumo: «I film offrono una visione più lunga e senza interruzioni, mentre le serie a episodi consentono una maggiore frequenza pubblicitaria grazie alle pause naturali e al binge watching».

La differenza è evidente: un film ha il 40% in meno di minuti di pubblicità per ora rispetto a una serie tv. Il carico pubblicitario di un contenuto a episodi è circa il doppio rispetto a quello di un film (oltre 5 minuti di pubblicità l’ora per un episodio e circa 3 minuti l’ora per un film). Inoltre, le interruzioni sui film sono inferiori: 36 minuti prima di vedere uno spot e 14 minuti per le serie. A differenziare maggiormente i carichi pubblicitari è Paramount+, come si vede dal grafico, con un carico pubblicitario 10 volte inferiore sui film.

«I film sono contenuti costosi, premium. Anche se questo dovrebbe portare a un maggior carico pubblicitario per giustificare l’investimento, vediamo invece l’opposto. I film premium in prima tv streaming possono prevedere interruzioni pubblicitarie, ma rappresentano solo una piccola parte del tempo totale di visione», spiega Callum Sillars, Senior Research Manager di Ampere Analysis. Secondo il ricercatore gli streamer tentano di mantenere il più possibile viva l’esperienza immersiva cinematografica, evitando di interrompere troppo la visione: «Al contrario, le serie TV si prestano naturalmente a un maggior numero di opportunità pubblicitarie, poiché i contenuti a episodi presentano punti di interruzione naturali sia durante che tra un episodio e l’altro, consentendo una maggiore densità pubblicitaria». Insomma, anche nel mondo streaming varrebbe l’adagio “non si interrompe un’emozione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare tivubiz.it