MFE-MediaForEurope: avanti veloce

Dalla Germania allo streaming, passando per i numeri del mercato italiano: Pier Silvio Berlusconi spiega l’anno europeo del gruppo

La guerra avrà un impatto inevitabile sull’economia, anche per i media che vivono di pubblicità: esordisce così Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group Chief Executive Officer di MFE-MediaForEurope, nell’incontro con la stampa tenutosi ieri a Cologno Monzese. Fatta questa premessa, però, la presentazione è stata all’insegna di numeri in crescita e di prospettive internazionale. Entriamo nei dettagli:

IL MERCATO PUBBLICITARIO
La raccolta pubblicitaria dei primi tre mesi dell’anno è stata faticosa in tutti i Paesi coinvolti (Italia, Germania e Spagna), ma si registrano segnali positivi a marzo. Tanto che Stefano Sala, ChiefGlobal Advertising Officer, ha confermato che l’Italia chiuderà con «un piccolo segno più» il trimestre. Il mese di aprile sta andando bene sia in Spagna che in Germania. MFE sta facendo meglio del mercato su tutti i mezzi in Italia e meglio del mercato televisivo in Spagna e Germania. Ma non solo, il progetto paneuropeo è stato salutato con favore proprio dai grandi clienti: «Ci hanno detto che siamo l’unica vera novità a livello media europeo, ci vivono come grandi opportunità. anche per uscire dalla tenaglia delle grandi multinazionali», dice Berlusconi.

MFE-MEDIA FOR EUROPE
«È stato un anno straordinario», ha dichiarato Berlusconi, citando la velocità dei lavori di messa in opera della riorganizzazione dopo l’Opa su ProSiebenSat.1. Dopo la ridefinizione del top management, ci sarà – all’interno dei Paesi – una riorganizzazione più verticale dei vertici. I processi di sinergie sui mercati stanno andando avanti «meglio del previsto», in termini di costi, MFE ha già superato l’obiettivo del 2026, individuando ora «25 progetti comuni di cooperazione tra Paesi (coinvolti, oltre Italia, Germania e Spagna, anche Austria e Svizzera) che a breve/medio termine porteranno più efficacia ed efficienza». A livello di bilancio, Berlusconi stima un utile 2025 raddoppiato rispetto al 2024, quando è stato pari a 138 milioni di euro (l’anno fiscale chiude il 15 aprile). Si stima inoltre una generazione di cassa (Germania compresa) vicina ai 500 milioni di euro.

PROSIEBENSAT.1: MANAGEMENT ALLINEATO
Bene l’ingresso in Germania: «ho visto un management sul pezzo, che ha sposta completamente il nostro progetto». Federico Di Chio, Data and Media Currency Director, ha spiegato l’approccio editoriale in corso, che mette al centro la televisione, dando maggiore definizione alle identità editoriali delle reti, con Sat.1 ammiraglia di gruppo (sono previsti investimenti in nuove produzioni) e ProSieben la rete più “giovane” (una struttura che, in qualche modo, replica quella di Canale 5 e Italia 1). Attenzione poi a Joyn, la piattaforma streaming che – insieme a Mediaset Infinity – diventa fulcro dell’offerta digital del gruppo.

STREAMING: VERSO LA PIATTAFORMA UNICA
Uno degli sforzi maggiori del gruppo sarà quello sul versante streaming: l’idea è di arrivare a una piattaforma unica. «Joyn è una realtà molto forte, inizieremo a mettere a fattore comune elementi fondanti dell’infrastruttura tecnologica, sia in termini di back-end che di front-end). Connesso allo streaming c’è tutto il tema dei diritti: MFE punta a portare l’esperienza italiana del Jic, e quindi arrivare a dati ufficiali di ascolto sulla tv lineare: «vogliamo che sia ben misurata, in un ambiente inclusivo, mantenendo rigore e affidabilità», ha dichiarato Di Chio. Ulteriore passaggio è quello sui big data, con la costruzione di un database integrato dove possono confluire i 23,6 milioni di utenti registrati in Italia, 5,1 milioni in Spagna e 22,6 milioni in Germania, per un totale di oltre 50 milioni. Anche in questo caso, l’obiettivo è migliorare e crescere la profilazione, anche e soprattutto in ottica pubblicitaria. Verrà inoltre costituito un nucleo di Digital Innovation Strategy, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale, affidata al gruppo di lavoro affidato a Dirk Voigtländer. «Abbiamo fatto leva sulle competenze trovate in Germania», ha dichiarato Di Chio. Il bacino di potenzialità è enorme, a partire dall’esempio citato dallo stesso Berlusconi e partito appunto dalla Germania, con il doppiaggio con l’IA dei contenuti tedeschi in inglese per distribuirli su YouTube negli Usa. Il punto di partenza, dunque, è l’esempio italiano con Mediaset Infinity che nel 2025 ha superato il miliardo di ore streaming video. Il sistema Mediaset conta una quota di mercato pari al 57% in termini di video visti e del 51% in termini di tempo speso (dati Auditel Digital 2025). Come dichiarato da Pier Paolo Cervi, Direttore Business Digital Mediaset, la quota di consumi video che avvengono sotto registrazione supera il 90% dei consumi totali.

LE NOVITÀ DI PALINSESTO
Alcuni accenni alle novità di palinsesto in Italia: in autunno torna Viola come il mare con la terza stagione e, come la precedente, andrà in onda prima su Infinity e poi su Canale 5. Ulteriore novità l’accordo con Giorgio Panariello, con un evento prima di Natale (si stimano tre serate) e possibili progetti di fiction e di intrattenimento.

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